Grandinata sulle Langhe, i vigneti segnati e i trattori all’opera per liberare le strade

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non era certo l’invito che ci si aspetta da un mese, quello di giugno, quando la natura promette fioriture e le viti iniziano a mostrare i grappoli; e invece, nel pomeriggio di ieri, un violento temporale accompagnato da una grandinata fitta e particolarmente intensa si è abbattuto sulle Langhe, lasciando una scia di devastazione che ha colpito in modo pesante i filari e le giovani vegetazioni.

A Farigliano, dove i dipendenti comunali sono subito intervenuti nelle vicinanze degli impianti sportivi per ripristinare la viabilità, la situazione è apparsa subito critica: i chicchi di ghiaccio, accumulandosi sulla carreggiata, l’hanno trasformata in una superficie insidiosa, tanto da richiedere l’uso di una pala gommata e di trattori agricoli per rimuovere lo strato di ghiaccio e garantire condizioni minime di sicurezza per chi doveva circolare.

Un manto bianco che soffoca le campagne

L’evento meteorologico, della cui imminenza la protezione civile aveva dato notizia già nelle ore precedenti segnalando il rischio di precipitazioni intense sul nord-ovest, non ha risparmiato le campagne circostanti. Le immagini diffuse dall’azienda agricola Gillardi di Farigliano, un’azienda che da generazioni interpreta il territorio tra la sponda destra del Tanaro e il Dogliani, mostrano con drammatica chiarezza i segni lasciati dal maltempo su quella che, fino a poche ore prima, era una promessa di raccolto.

In una fase così delicata del calendario produttivo, ogni danno alle giovani vegetazioni rischia di compromettere irrimediabilmente l’andamento della stagione; e non solo per i vigneti, visto che a rimetterci sono state anche altre colture, come il campo di girasoli destinato a ospitare il tradizionale labirinto estivo, una delle attrazioni più seguite della zona.

Chicchi grossi come noci e torrenti di ghiaccio

Dalle segnalazioni che continuavano ad arrivare in redazione mentre la serata avanzava, emergeva un quadro via via più preoccupante. Se a Clavesana, centro rinomato per la produzione di vini come il Dogliani, si parlava di chicchi grossi come noci, a Farigliano alcune strade si sono trasformate in veri e propri torrenti dove acqua e grandine scorrevano insieme, rendendo ogni spostamento un’impresa. Più a sud, nel territorio di Bonvicino, si contavano pesanti conseguenze sulle strutture agricole, con gazebi distrutti e coltivazioni letteralmente in ginocchio.

Non si trattava, dunque, di un semplice nubifragio, ma di una grandinata di eccezionale violenza, di quelle che – come testimoniano gli operatori del settore – lasciano il segno per anni, sia nel portafoglio degli agricoltori sia nella conformazione stessa del paesaggio agrario.

I mezzi meccanici al lavoro per riprendere la normalità

Mentre le aziende agricole tentavano una prima, sommaria stima dei danni – un’operazione complessa che richiederà giorni prima di fornire cifre definitive – gli sforzi della macchina comunale si concentravano sulla pulizia delle infrastrutture. A Farigliano le operazioni di sgombero sono proseguite senza sosta per tutta la serata: trattori e pale meccaniche hanno lavorato fianco a fianco per rimuovere l’accumulo di ghiaccio che bloccava l’accesso a numerose vie secondarie, in un’azione che ha visto la collaborazione tra cantonieri e ditte private specializzate.

L’obiettivo immediato, quello di ripristinare la circolazione e ridurre i rischi per gli automobilisti, è stato raggiunto solo a tarda notte. Resta, però, l’amarezza per una giornata che avrebbe dovuto essere di festa – quella della Festa della Repubblica – e che invece si trasformerà per molti produttori locali in un conto salato da pagare, un’ipotesi, quest’ultima, che nessuno in Langa, almeno per ora, si sente di escludere.

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