La Fiorentina vince ma non basta, il Crystal Palace vola in semifinale: dal Franchi solo applausi
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Redazione Sport
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Il calcio, si sa, è un romanzo collezionato a capitoli che spesso si contraddicono: e così, mentre i fischi avevano segnato gran parte delle uscite casalinghe di questa travagliata stagione, la Fiorentina esce dalla Conference League tra gli applausi convinti della propria gente. La vittoria per 2-1 contro il Crystal Palace, arrivata al “Franchi” al termine di una rimonta generosa ma incompleta, non è servita a ribaltare il pesantissimo 0-3 incassato sette giorni prima a Londra. Un successo, quello viola, che profuma di onore più che di qualificazione, fotografando con lucidità l’enorme distanza tra l’entusiasmo della serata e la matematica spietata del doppio confronto.
Una rimonta cominciata e subito frenata: il gol di Sarr spegne i sogni
Aver schierato un innovativo 3-4-2-1 – con la scelta di difendere uomo contro uomo e due trequartisti d’acume come Solomon e Gudmundsson a supporto di Piccoli – aveva subito acceso la speranza tra i tremila del Franchi. La truppa guidata da Vanoli è partita aggressiva, consapevole che solo un’impresa avrebbe potuto cancellare il passivo della trasferta. E per un tempo, anzi per un intero primo quarto d’ora della ripresa, la rimonta è apparsa possibile: due reti che hanno riaperto un varco nella notte europea. Peccato che quel varco sia stato richiuso dalla stessa, identica testa che aveva già deciso l’andata. Proprio Sarr, autore del terzo gol a Londra (quello che di fatto ha trasformato una sconfitta pesante in una quasi condanna), si è ripetuto di testa anche al Franchi, firmando il momentaneo 1-1 che ha restituito il controllo della partita agli inglesi.
L’ostacolo insormontabile: quel 3-0 di Londra e il peso specifico dei dettagli
A conti fatti, il vero turning point della doppia sfida non va cercato nella notte fiorentina, bensì nei minuti finali della gara d’andata. Incassare la terza rete sul finire del match allo “Selhurst Park” ha reso la missione di ritorno una scalata alpinisticamente impossibile. La Fiorentina, nonostante un cuore grande e un possesso palla spesso insistito, si è scontrata contro l’evidenza numerica: ribaltare un 0-3 richiederebbe una perfezione che, anche a voler rimontare, concede margini microscopici. Il Crystal Palace, dal canto suo, ha dimostrato una solidità europea mai vista prima d’ora: il club londinese non si era mai spinto così lontano fuori dai confini domestici, e questa semifinale conquistata rappresenta un traguardo storico, difeso con ordine e cinismo.
L’applauso finale e il futuro viola: salvezza e poi rifondazione
L’epilogo della serata racconta però un dato anomalo per una squadra eliminata: mentre il tabellone segnava 2-1 in rimonta (vittoria striminzita rispetto alle proporzioni del gioco espresso), i tifosi viola hanno risposto con un applauso convinto, quasi liberatorio. Nessun fischio, nessuna contestazione. Un segnale che l’ambiente ha voluto premiare la dignità di una prestazione e l’onore salvato, anche a fronte di una stagione europea conclusa anzitempo. Per la Fiorentina si interrompe qui il sogno di raggiungere per il quarto anno consecutivo le semifinali di Conference League. Ora la testa torna al campionato, con l’obiettivo concreto di raggiungere matematicamente la salvezza: da lì, in estate, si aprirà inevitabilmente una rifondazione. Ma nella notte in cui l’Europa saluta Firenze, resta almeno la consapevolezza che questa squadra – pur con tutti i suoi limiti – ci ha quantomeno provato fino all’ultimo respiro.




