La Fiorentina vince ma non basta: il cuore viola si infrange contro il muro del Crystal Palace

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sempre, nel calcio come nella vita, la vittoria riesce a cancellare le ferite inferte in precedenza; anzi, talvolta un successo ottenuto con orgoglio finisce per rendere ancora più amaro il boccone da ingoiare. È questa la sintesi perfetta della notte europea della Fiorentina, uscita dal Franchi tra gli applausi nonostante l’eliminazione dalla Conference League. La squadra di Paolo Vanoli, infatti, ha battuto il Crystal Palace per 2-1 nel match di ritorno dei quarti di finale, ma un risultato del genere, per quanto positivo sul piano immediato, non è bastato a ribaltare il pesantissimo 0-3 incassato sette giorni prima a Londra.

L’illusione della rimonta e la doccia fredda di Sarr

La serata era cominciata con l’urgenza di un’impresa quasi titanica per i viola, chiamati a credere in una rimonta che i numeri rendevano proibitiva. Vanoli, che pure aveva studiato una formazione offensiva per provare a sorprendere gli ospiti, ha visto i suoi piani complicarsi ulteriormente dopo soli diciassette minuti. È stato proprio Ismaila Sarr, il grande protagonista del match di andata, a gelare il pubblico di casa: l’attaccante ha sfruttato al meglio una ripartenza fulminea per battere De Gea di testa, un gol che di fatto rendeva la salita dei toscani ancora più ripida, quasi una scalata sul velluto. La rete subìta, figlia di quella leggerezza difensiva che aveva già condannato la Viola a Londra, rischiava di tramutare la partita in un calvario.

Tuttavia, a differenza di quanto visto nel corso di una stagione irta di difficoltà, la reazione della Fiorentina è stata veemente e, in qualche modo, liberatoria. L’undici di casa non si è disunito, anzi, ha stretto i denti e ha trovato la forza di ricucire lo strappo prima dell’intervallo grazie a un rigore trasformato con freddezza da Albert Gudmundsson. Quel penalty, concesso per un fallo ingenuo della difesa ospite su Mandragora, ha restituito dignità al risultato e, soprattutto, ha riacceso la fiammella della speranza sugli spalti, dove i ventimila del Franchi hanno ricominciato a sognare.

Ndour accende i sogni ma il passivo inglese è troppo pesante

Nella ripresa, la spinta viola è diventata travolgente. Vanoli ha inserito Cher Ndour, e il giovane centrocampista lo ha ripagato con gli interessi: al 52' ha scoccato un destro da fuori area che si è insaccato nell’angolo, firmando il definitivo 2-1 e portando il punteggio complessivo sul 2-3. A quel punto, con un gol ancora da segnare per portare la partita ai supplementari, il Franchi è diventato un tripudio di energia, mentre dall’altra parte il Crystal Palace, privo di due titolari come Wharton e Lacroix usciti per infortunio nel primo tempo, sembrava barcollare pericolosamente.

Ma il destino, purtroppo per i gigliati, era già stato scritto sul prato di Selhurst Park. L’enorme sforzo profuso dai ragazzi di Vanoli, sebbene encomiabile, si è infranto contro la solida diga difensiva eretta da Glasner. Gli inglesi, consapevoli del vantaggio accumulato, hanno stretto le maglie e gestito la partita con la furbizia delle grandi squadre, limitando gli spazi per Piccoli – il quale ha comunque lottato su ogni pallone – e neutralizzando la qualità di Solomon e degli altri esterni. La Fiorentina ci ha provato fino all’ultimo respiro, investendo energie fisiche e mentali che probabilmente avrebbero fatto comodo in campionato, ma il passivo maturato nella gara d’andata si è rivelato un macigno impossibile da sollevare.

Gli infortuni pesano, Vanoli saluta l’Europa a testa alta

A pesare sull’esito del doppio confronto non è stato solo l’errore umano o la maggiore cinismo degli avversari, ma anche una condizione fisica mai perfetta per i viola. La squadra, falcidiata da assenze pesanti come quelle di Kean (fermo per febbre) e Dodò, è arrivata all’appuntamento decisivo con l’osso del collo. Proprio l’infermeria affollata ha rappresentato una variabile determinante, limitando le opzioni a disposizione di Vanoli per variare il proprio arsenale offensivo a partita in corso.

Nonostante l’eliminazione, l’allenatore viola ha voluto sottolineare l’orgoglio per la prestazione dei suoi ragazzi, definendola forse la più importante della sua gestione in termini di atteggiamento e personalità. Al triplice fischio, l’abbraccio tra giocatori e tifosi è stato sincero, un modo per chiudere dignitosamente il sipario su un sogno europeo che si infrange ai quarti. Per il Crystal Palace, invece, inizia un’altra storia: la squadra londinese può ora godersi la prima semifinale continentale della sua storia, dove affronterà lo Shakhtar Donetsk, mentre i tifosi inglesi, come documentato dai video social, hanno già trasformato il centro di Firenze in un palcoscenico di festa.

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