Conference League, la Fiorentina esce a testa alta: al Franchi finisce 2-1 ma il Crystal Palace vola in semifinale
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Redazione Sport
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Non è bastato il cuore, né una delle prestazioni più convincenti della gestione Vanoli, per ribaltare ciò che sembrava ormai scritto già sette giorni prima. La Fiorentina saluta la Conference League tra gli applausi del Franchi, vincendo la sfida del ritorno contro il Crystal Palace per 2-1, ma cedendo il passo sul computo complessivo del doppio confronto (4-2). L’impresa, che avrebbe richiesto una rimonta di quelle da ricordare per anni, si è infranta contro la sostanza e l’efficacia degli inglesi, bravi a sfruttare il largo margine accumulato nella gara d’andata a Londra, dove il 3-0 aveva di fatto indirizzato le sorti della qualificazione alle semifinali di UEFA Conference League 2025-2026.
La rimonta incompiuta e il peso del passivo
La serata toscana, come era facile prevedere, si è messa subito in salita per i viola, costretti a inseguire fin dai primi minuti. A complicare ulteriormente i piani ci ha pensato Ismaila Sarr, lo stesso attaccante che aveva già punito la Fiorentina all’andata: il suo guizzo, arrivato al culmine di un’azione avviata da Munoz, ha gelato il pubblico di casa portando i londinesi in vantaggio. Uno svantaggio che, di fatto, obbligava la squadra di Vanoli a segnare quattro reti per sperare nei tempi supplementari. Eppure, nonostante la montagna da scalare, la reazione c’è stata. Prima con il rigore trasformato da Albert Gudmundsson, dopo un fallo subito da Mandragora, poi con il destro vincente di Cher Ndour ad inizio ripresa, subentrato a Fagioli nell’intervallo. Quel 2-1 finale, se letto in isolamento, racconta di una vittoria di orgoglio; se letto nella totalità della doppia sfida, restituisce l’amarezza per un’occasione persa in terra inglese, dove errori individuali e un approccio forse troppo timido hanno pesato come macigni.
La strana giornata inglese a Firenze tra festa e professionalità
Se la Fiorentina abbandona la scena europea, il Crystal Palace si prepara ad affrontare lo Shakhtar Donetsk in semifinale – questi ultimi capaci di eliminare l’AZ Alkmaar grazie al successo ottenuto nel doppio confronto – ma non ha ancora lasciato il capoluogo toscano. La truppa di Oliver Glasner ha prolungato la propria permanenza a Firenze anche nella giornata di venerdì, concedendosi prima una notte di festeggiamenti in centro. I calciatori, come testimoniano alcuni filmati diventati virali, sono stati ripresi tra ristoranti e locali insieme ai tifosi, celebrando il traguardo con una leggerezza che ha sorpreso non poco l’ambiente locale. Ciò che colpisce, tuttavia, è il gesto di reciproca cortesia istituzionale avvenuto il giorno dopo: gli inglesi hanno infatti utilizzato il Viola Park, il moderno centro sportivo della Fiorentina a Bagno a Ripoli, per svolgere la seduta di scarico post-partita. Un fatto piuttosto singolare, che vede la società viola ospitare al proprio quartier generale proprio chi l’ha appena estromessa dalla competizione, in uno dei due stadi presenti all’interno del centro sportivo gigliato.
Il tabellone e gli scenari delle semifinali
Con l’eliminazione della Fiorentina, il quadro della fase finale della competizione si è dunque delineato definitivamente. Dall’altra parte del tabellone, infatti, il Rayo Vallecano ha avuto la meglio sull’AEK Atene, mentre lo Strasburgo ha compiuto una rimonta spettacolare contro il Mainz ribaltando il 2-0 subìto all’andata. Il sorteggio, quindi, mette di fronte da un lato il Crystal Palace e lo Shakhtar Donetsk – un incrocio che promette scintille vista la qualità offensiva delle due squadre – e dall’altro il Rayo Vallecano contro lo Strasburgo. Per la squadra viola, reduce da un campionato condotto sulle montagne russe che l’ha vista lottare a lungo per allontanarsi dalle zone calde della classifica, resta la consapevolezza di aver tenuto testa a una formazione di Premier League. Se si considera che Vanoli ha dovuto fare i conti con una rosa decimata dagli infortuni durante l’intera doppia sfida, il rammarico per quell’andata sbagliata diventa ancora più difficile da digerire, ma il tecnico ha potuto quantomeno constatare la reazione dei suoi ragazzi, capaci di uscire dal campo a testa alta nonostante l’uscita di scena.




