Spagna in fiamme, il nord-ovest devastato da un "tsunami di fuoco": quattro morti e 115.000 ettari divorati dalle fiamme

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Quello che sta vivendo la Spagna, in particolare la regione di Castiglia e León, è stato definito da soccorritori e autorità uno "tsunami di fuoco", un’ondata di roghi senza precedenti che ha già ridotto in cenere oltre 1.150 chilometri quadrati di territorio, un’area più del doppio della superficie del lago di Garda. Le fiamme, alimentate da venti furiosi e da una siccità prolungata, hanno provocato quattro vittime, tra cui un pompiere morto durante le operazioni di spegnimento. «Stiamo affrontando una situazione dantesca», ha dichiarato la ministra della Difesa Margarita Robles, sottolineando come gli incendi, «dalle caratteristiche sempre più estreme a causa del cambiamento climatico», stiano mettendo a dura prova la capacità di risposta del Paese.

Le immagini raccolte dai droni mostrano interi villaggi circondati da terra bruciata, come nel caso di Palacios de Jamuz, dove edifici e campi sono stati inghiottiti dal fuoco in poche ore. Il governo ha mobilitato 500 militari dell’Unità di Emergenza per supportare i vigili del fuoco, ma le operazioni sono rese difficili dalla rapidità con cui le fiamme si propagano, costringendo migliaia di persone a evacuare. Tra le zone più critiche c’è il Cammino di Santiago, dove le autorità hanno esortato i pellegrini a interrompere il percorso, in particolare nel tratto tra Astorga, Ponferrada e Bembibre, considerato ad altissimo rischio.

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