Il Gargano in fiamme, evacuati centinaia di turisti: le fiamme avanzano verso il mare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un vasto incendio boschivo, divampato nella tarda mattinata di domenica 26 luglio sulla penisola del Gargano, ha costretto all'evacuazione di centinaia di turisti e ha paralizzato la viabilità tra le rinomate località costiere di Peschici e Vieste. Le fiamme, alimentate da forti venti che ne hanno reso imprevedibile l'avanzata, si sono propagate rapidamente attraverso la macchia mediterranea e la pineta di Aleppo, minacciando le strutture ricettive e le baie affollate di villeggianti.
Il rogo, le cui origini sono state localizzate nei pressi di Pile Fraballe, una zona rurale alle porte di Peschici, ha presto superato ogni tentativo di contenimento, spingendosi verso le aree delle baie di Manaccora e Zaiana, dove il fronte del fuoco è giunto pericolosamente a ridosso del litorale.
L'evacuazione via mare e lo sbarco dei villeggianti
La situazione di emergenza, che ha richiesto l'intervento coordinato di vigili del fuoco, protezione civile e forze dell'ordine, ha reso necessario lo sgombero immediato dei bagnanti dalle spiagge della baia di Manaccora, una delle cale più frequentate del comprensorio di Peschici. Per fronteggiare l'avanzata delle fiamme e il fumo denso che si è riversato sulle spiagge, circa 400 turisti sono stati fatti evacuare via mare, saliti a bordo di imbarcazioni e gommoni della Guardia Costiera che li hanno trasportati in zone sicure.
L'operazione di soccorso, resa complessa dalle condizioni meteo avverse e dal fuoco che lambiva la battigia, ha permesso di mettere in salvo tutte le persone presenti, scongiurando il ripetersi di scenari più drammatici. Una volta messi in sicurezza, i villeggianti sono stati condotti nelle scuole elementari del Comune e in alcune palestre e strutture di Vieste, allestite dalla macchina dei soccorsi per accogliere gli sfollati e garantire loro un primo riparo.
L'impatto sulle infrastrutture e le ripercussioni sulla viabilità
L'incendio, che ha interessato una vasta area del promontorio garganico, ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla rete viaria e ferroviaria, determinando la chiusura al traffico di alcune strade statali e provinciali che collegano i centri turistici della zona. Le fiamme hanno costretto le autorità a interrompere la circolazione su tratti strategici, isolando di fatto alcune località e creando notevoli disagi per gli automobilisti e i mezzi di soccorso.
L'emergenza, come riferito dalla prefettura, ha richiesto un impegno costante da parte dei vigili del fuoco, operativi da diverse ore per domare un rogo di vaste proporzioni che ha messo a dura prova il territorio. Se da un lato le operazioni di spegnimento sono proseguite per l'intera giornata, con i mezzi aerei che hanno effettuato ripetuti lanci di acqua e ritardante, dall'altro la priorità rimaneva la protezione delle abitazioni e delle strutture ricettive disseminate lungo la costa, minacciate dalle lingue di fuoco spinte dal vento verso valle.
Il contesto delle emergenze nel Sud Italia e la situazione in altre regioni
L'incendio sul Gargano non rappresenta un caso isolato nel panorama delle emergenze che hanno interessato il Sud Italia in questa fase di caldo intenso e siccità prolungata. Mentre i pompieri erano impegnati a domare le fiamme in Puglia, roghi di sterpaglie e incendi boschivi hanno colpito anche altre regioni, come testimoniano gli episodi registrati in Molise e in Calabria.
In Molise, l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco e la disposizione di misure preventive da parte della prefettura hanno permesso di proteggere le abitazioni e di tenere sotto controllo la situazione, evitando che le fiamme si propagassero ai centri abitati. Un altro fronte caldo si è aperto a Termini Imerese, in provincia di Palermo, dove un incendio di sterpaglie ha coinvolto un capannone industriale, richiedendo l'intervento massiccio dei soccorritori per circoscrivere il rogo e mettere in sicurezza l'area.
La preoccupazione per l'alta stagione turistica e la vulnerabilità del patrimonio naturalistico restano al centro dell'attenzione, mentre proseguono le indagini per accertare le cause che hanno innescato i singoli episodi, senza escludere l'ipotesi della dolosità.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
