Kimi Antonelli, il diciottenne che ha riportato l’Italia sul podio della F1
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Redazione Sport
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«Il prossimo passo? La vittoria, perché è sempre quello l’obiettivo». Andrea Kimi Antonelli, con la schiettezza di chi ha le idee chiare da quando era bambino, non nasconde l’ambizione che lo ha spinto fin qui. A soli 18 anni, 9 mesi e 21 giorni, il pilota bolognese ha scritto il suo nome nella storia del motorsport, diventando il terzo più giovane di sempre a salire sul podio in Formula 1 dopo Lance Stroll e Max Verstappen. Un traguardo che mancava all’Italia da 16 anni, e che arriva al debutto nella massima categoria con la Mercedes, alle spalle del compagno George Russell e del dominatore della stagione Verstappen.
Quello di Montreal è stato un weekend in cui la scuderia di Brackley ha saputo cogliere l’attimo, approfittando delle inaspettate difficoltà della McLaren, finora dominatrice insieme alla Red Bull. Le due "papaya", che avevano monopolizzato i podi nelle gare precedenti, hanno mostrato cedimenti già dalle libere, lasciando spazio a una Mercedes in progressiva ascesa. Russell, autore di una gara impeccabile, ha conquistato la vittoria, mentre Antonelli ha stupito con una prestazione matura nonostante l’inesperienza.
Il suo stile, lontano dagli eccessi mediatici di un Verstappen, ricorda piuttosto quello di un predestinato che parla attraverso il volante. La W16, macchina non sempre facile da gestire, ha trovato in lui un interprete capace di esaltarne le potenzialità, come dimostrato nell’ultimo stint quando ha tenuto testa a rivali più esperti. Quella che poteva sembrare una semplice apparizione si è trasformata in una prova di carattere, con un terzo posto che vale più del risultato in sé: è la conferma di un talento pronto a emergere.
Intanto, la Red Bull continua a dominare il campionato con Verstappen, che dopo un inizio di gara in apparenza complicato – incluso un episodio al limite del brake test con Lando Norris – ha saputo gestire gli ultimi giri con la freddezza abituale. Sul fronte Ferrari, invece, il Canada ha riservato solo delusioni, con prestazioni opache che riaprono interrogativi tecnici.




