Conte rompe con Schlein, il campo largo non esiste più
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Redazione Interno
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Alla Camera, durante i lavori d'aula, Elly Schlein si allontana silenziosa, accompagnata dal leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. Le dichiarazioni di Giuseppe Conte, che rimbalzano da un divanetto all'altro nel Transatlantico, sono chiare: «Il campo largo non esiste più». Nemmeno in Umbria e in Emilia-Romagna, dove si voterà a novembre e dove accordi erano stati già fatti. Conte, con un veto categorico, esclude ogni possibilità di alleanza con Italia Viva, sia in Umbria che in Emilia-Romagna, dopo aver già fatto saltare l'accordo in Liguria.
Le parole di Conte, pronunciate nello studio Rai di Cinque minuti, suonano come un de profundis per il centrosinistra immaginato da Schlein. Il leader del Movimento 5 Stelle è categorico: «Non sono disponibile ad affiancare il simbolo del M5S a quello di Renzi, che si è sempre distinto per distruggere e rottamare». Questo affondo, che arriva quasi a sera, rappresenta un ultimatum per il Partito Democratico: o noi o Italia Viva.
Conte non si accontenta del risultato ottenuto e insiste soprattutto sull'Emilia-Romagna, dove il campo a sostegno di Michele De Pascale era larghissimo, anche perché i renziani sono in giunta con Bonaccini da cinque anni, mentre i 5 Stelle sono all'opposizione. Finora non c'erano state particolari polemiche sul perimetro della coalizione, ma ora la situazione è cambiata radicalmente.
Il veto di Conte nelle regioni, che esclude ogni possibilità di alleanza con Italia Viva, lascia basiti anche Verdi e Sinistra Italiana. La decisione di Conte di non affiancare il simbolo del M5S a quello di Italia Viva, né in Umbria né in Emilia-Romagna, rappresenta una frattura insanabile nel campo largo immaginato da Schlein.




