Vasco Rossi: memoria del padre antifascista e polemica contro il governo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il 31 ottobre del 1979, Vasco Rossi perdeva suo padre, piegato dalla fatica e segnato indelebilmente dall'esperienza nel campo di concentramento nazista a Dortmund, dove era stato internato per essersi rifiutato di piegarsi alla barbarie del nazifascismo e di combattere contro altri italiani. In un recente post sui social, il celebre cantante ha ricordato con affetto il padre, descrivendolo come dolce e gentile, ma anche come un uomo il cui sorriso era stato spezzato a metà dalle atrocità subite.
Le parole di Vasco Rossi, tuttavia, non si sono limitate al ricordo personale, ma hanno assunto una connotazione politica, scatenando un acceso dibattito. Il cantante ha infatti lanciato un duro attacco al governo, accusandolo di fascismo. Questa presa di posizione ha suscitato reazioni contrastanti, tra cui quella di Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera e responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia, che ha risposto alle affermazioni di Vasco e a quelle fatte nel programma Otto e Mezzo su La7, attraverso un messaggio sui suoi canali social.
Nel frattempo, Giuseppe Cruciani, durante l'ultima puntata della Zanzara, ha criticato aspramente Vasco Rossi, definendo le sue dichiarazioni fuori luogo e accusandolo di cercare nuove attenzioni mediatiche. Cruciani ha sottolineato come il cantante non abbia prodotto nuove canzoni da diversi anni, insinuando che il suo intervento sia stato motivato dalla necessità di tornare sotto i riflettori.
La vicenda ha inevitabilmente acceso un aspro dibattito, con opinioni divergenti che continuano a emergere da più parti.




