Maturità 2026, gli strafalcioni da manuale: da Hitler inventore di Minecraft al Pantheon ad Atene
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’ansia da esame, si sa, è una bestia nera che azzanna anche i più preparati, e il palcoscenico dei colloqui orali, da anni ormai, si trasforma in una fucina di strafalcioni tanto involontari quanto, talvolta, surreali. La consueta, e attesa, rassegna degli errori più fantasiosi commessi dai maturandi nel 2026 è stata puntualmente stilata da Skuola.net, che ha messo insieme le segnalazioni arrivate dai docenti, ma anche le auto-denunce con cui gli stessi studenti hanno raccontato le proprie disavventure sui social network.
E il risultato, come sempre, è un affresco della storia e della letteratura italiane riscritte con una creatività che lascia senza parole, a tratti esilarante e a tratti preoccupante per le lacune che rivela.
La geografia e la storia rimaneggiate dagli esami
La geografia, in particolare, è una delle materie che subisce le torsioni più violente: quest’anno, per esempio, il Pantheon è stato spostato con nonchalance ad Atene, quasi fosse un pezzo degli scavi del Partenone trafugato e ricollocato, mentre la più celebre basilica romana condivideva la sorte di altre celebri attrazioni che, in passato, erano finite fuori posto.
Ma il capolavoro di rielaborazione storica è senza dubbio l’attribuzione a Hitler della paternità di un celebre videogioco, quel «Minecraft» che da anni spopola tra i giovani, come se il dittatore tedesco, nei suoi momenti di ozio, si fosse dedicato alla progettazione di mondi virtuali fatti di cubi.
E ancora, la forma istituzionale dell’Italia è tornata a essere una Monarchia per qualcuno, mentre la Camera dei Deputati si è trasformata, nella mente di un candidato, in una singolare «Camera dei Detenuti», mescolando forse le funzioni del Parlamento con quelle di un tribunale o di una casa circondariale.
La letteratura italiana tradita dai suoi stessi autori
La letteratura, poi, è il campo di battaglia dove gli strafalcioni fanno più male, perché tradiscono la conoscenza di autori che dovrebbero essere pietre miliari del percorso di studi. Ungaretti, il grande poeta ermetico, si è ritrovato suo malgrado concittadino di Leopardi, con il primo che, per la gioia dei recanatesi, avrebbe visto la luce proprio nel borgo marchigiano, confondendo così le origini egiziane del poeta di «Veglia» con la malinconia del giardino di Silvia.
Ma il vero capolavoro di confusione riguarda due colonne della narrativa italiana: Giovanni Verga, l’autore dei «Malavoglia» e del verismo siciliano, è stato infatti scambiato da qualcuno con il creatore della «Coscienza di Zeno», cioè Italo Svevo, come se il mondo arcaico dei pescatori siciliani potesse in qualche modo coincidere con le nevrosi di un commerciante triestino e la sua psicoanalisi mancata.
Non è andata meglio a Vitaliano Brancati, scrittore siciliano noto per romanzi come «Il bell’Antonio», che è stato ribattezzato «Brancale», evocando immediatamente la nota canzone estiva di Serena Brancale e il suo tormentone sulle ferie, un’associazione che fa sorridere ma che rivela una certa confusione tra i banchi di scuola.
Il fantasma di Pascoli e le fisime degli studenti
E poi c’è lui, Giovanni Pascoli, che in questa edizione degli strafalcioni è finito al centro di un’interpretazione quantomeno originale: la sua poetica, fatta di nidi, piccole cose e un profondo senso di smarrimento, è stata definita da un candidato come «fanciullaggine», termine che se da un lato coglie l’essenza del «fanciullino» pascoliano, dall’altro lo riduce a una sorta di capriccio infantile, banalizzando la complessità psicologica del poeta di San Mauro. Questi errori, però, non sono il frutto di un’improvvisa epidemia di ignoranza, come testimoniano gli archivi della stessa Skuola.
Net: la «fabbrica degli sfondoni» era già in piena attività una decina di anni fa, quando la testata cominciò a documentare il fenomeno, raccogliendo perle provenienti non solo dagli studenti ma anche, talvolta, dagli stessi docenti.
La novità del 2026, semmai, è che oltre la metà dei maturandi ha fatto coppia fissa con l’intelligenza artificiale come partner di studio, ma la colpa non può essere data ai chatbot, visto che gli strafalcioni più memorabili della storia dell’esame di Stato risalgono a un’epoca pre-ChatGPT, quando l’unico strumento a disposizione era la memoria, spesso tradita dall’ansia.
Il rito annuale degli strafalcioni e la sua inesorabile ripetizione
Ogni anno, puntuale come la terza prova o il temuto colloquio multidisciplinare, arriva il bestiario degli strafalcioni di Maturità, e ogni anno ci si interroga su se il precedente possa essere superato, con la risposta che è invariabilmente affermativa. L'Osservatorio Strafalcioni Maturità di Skuola.
Net, alimentato da delazioni, auto-denunce e post pubblicati su TikTok dagli stessi protagonisti, ha confezionato anche per il 2026 una raccolta che fa sorridere, ma che invita a riflettere sul modo in cui nozioni studiate per anni possano sfaldarsi in un attimo di tensione, generando un cortocircuito che trasforma Hitler in uno sviluppatore di videogiochi e il Pantheon in un monumento dell’Atene antica.
Che sia il peso dell’esame, la pressione sociale o semplicemente un lapsus, questi errori restano una fotografia impietosa, e allo stesso tempo ironica, di un rito di passaggio che, nonostante tutto, continua a regalare momenti di autentica, involontaria comicità.




