Energia, la Commissione lancia la task force: Meloni e altri 18 leader Ue chiedono «risposte chiare sui costi»
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Redazione Interno
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Mentre la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, illustrava al Parlamento europeo riunito a Strasburgo le misure per fronteggiare il caro energia in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, la premier Giorgia Meloni, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart De Wever, ha ospitato una nuova videoconferenza dei capi di Stato e di governo del gruppo informale sulla competitività europea.
Al centro del confronto, la necessità che l'Ue dia indicazioni politiche chiare e concrete per ridurre il costo dell'energia e tutelare la competitività dell'industria continentale.
La task force per gli acquisti congiunti
Von der Leyen ha annunciato l'istituzione di una nuova task force per aggregare la domanda energetica europea, un meccanismo già sperimentato durante la crisi del 2022, quando la Russia tentò di ricattare l'Europa. «Vogliamo passare dal semplice abbinamento tra domanda e offerta all'aggregazione della domanda e incaricare un operatore di mercato di effettuare gli acquisti congiunti», ha spiegato la presidente della Commissione, sottolineando come l'obiettivo sia rafforzare il potere contrattuale dei Paesi membri in una fase di forte volatilità dei mercati.
La Commissione avvierà inoltre un dialogo strategico con le raffinerie di petrolio europee, coordinato dai commissari Dan Jorgensen e Andrius Kubilius, per ridurre i costi e garantire le forniture, anche per il settore della difesa. Sul fronte dei prezzi, von der Leyen ha fornito numeri precisi: dalla fine di febbraio il gas è aumentato del 140%, il diesel è raddoppiato e complessivamente, dall'inizio della guerra in Iran, l'importazione di combustibili fossili è costata all'Europa 100 miliardi di euro in più.
La posizione italiana e la proposta italo-ceca sull'Ets
Meloni ha richiamato il contributo comune elaborato con il primo ministro ceco Andrej Babiš, che avanza proposte puntuali per alleggerire i costi legati al sistema Ets, sostenere i settori industriali più esposti, limitare l'impatto del costo della CO2 sul prezzo dell'elettricità e rinviare ulteriormente l'entrata in vigore dell'Ets2. Nel corso della discussione è stata inoltre rimarcata l'importanza della capacità europea di raffinazione per la sicurezza energetica.
Sul fronte della semplificazione, i leader hanno evidenziato la necessità di eliminare o rivedere gli obblighi europei non necessari, sproporzionati o controproducenti, a partire dalla prossima entrata in vigore del regolamento europeo sul metano, che potrebbe rendere più difficile e costoso ricorrere a fornitori alternativi di energia.
Quanto alle relazioni commerciali internazionali, il confronto si è concentrato sulla necessità di rafforzare la capacità dell'Europa di competere sui mercati mondiali, garantendo condizioni di concorrenza più eque e un migliore accesso ai mercati esteri per le imprese europee.
Il nodo della flessibilità di bilancio e il dossier inflazione
Sul versante economico-finanziario, l'Ecofin in programma il 9 ottobre a Lussemburgo non prevede un confronto politico sulla flessibilità di bilancio legata al caro-energia né sull'ipotesi di tenere conto dell'impatto dell'inflazione nell'applicazione delle regole del Patto di stabilità. Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, porterà comunque all'attenzione dell'Eurogruppo e dell'Ecofin il tema delle gravi conseguenze economiche sui conti pubblici causate dall'impennata dell'inflazione, come già accaduto nel mese di marzo.
Il fatto che non ci sia uno specifico punto all'ordine del giorno su inflazione e regola di spesa non implica, viene spiegato, che il tema non sarà oggetto di discussione.
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