Test a Sepang: Marquez lancia il segnale, Yamaha in affanno dopo l'incidente di Quartararo
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Redazione Sport
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Le giornate di prove libere in Malesia, sebbene preliminari, hanno già iniziato a tracciare un primo, significativo solco tra chi ha trovato un’immediata sintonia con la nuova macchina e chi, invece, è costretto a rivedere i programmi a causa di imprevisti. Marc Marquez, che ora guida ufficialmente una Desmosedici, ha infatti chiuso in testa la prima sessione, un fatto che assume un peso specifico notevole se si considera il percorso di adattamento che il pilota spagnolo sta affrontando dopo gli anni con un’altra casa motociclistica. Le sue dichiarazioni, del resto, sottolineano un percorso fisico e tecnico in netta ascesa: «Se due mesi fa mi avessero detto che sarei arrivato in queste condizioni fisiche ci avrei messo la firma», ha affermato, spiegando di aver necessitato della sessione mattutina per sciogliere alcune rigidità prima di concentrarsi, nel pomeriggio, sui test aerodinamici che lo hanno portato a un feeling migliore con la moto. Un esordio che, per lui e per il team, suona come un’ottima conferma.
Il contrattempo per Fabio Quartararo
Sul versante opposto dello spettro emotivo si colloca invece la vicenda di Fabio Quartararo, il cui test malese si è concluso anzitempo dopo una caduta in curva cinque. L’incidente, per quanto il pilota francese non abbia riportato conseguenze fisiche di rilievo, ha di fatto scombussolato il piano di lavoro dello stesso e dell’intero team Yamaha, costringendo a un brusco stop. L’ingegnere della squadra nipponica ha infatti chiarito come il secondo giorno di test sia stato sacrificato, rimanendo “fermo”, proprio per permettere una valutazione approfondita dei danni subiti dalla moto e per organizzare al meglio la risposta. L’obiettivo, nonché la necessità, è ora quella di recuperare il tempo perduto durante le prossime sessioni in programma a Buriram, un compito che richiederà massima concentrazione e efficienza.
Innovazioni tecniche in pista
Mentre le situazioni dei piloti catturano l’attenzione, sul tracciato di Sepang si osservano anche le prime evoluzioni tecniche che le squadre stanno mettendo a punto in vista della nuova stagione. L’aerodinamica resta un campo di battaglia privilegiato, con soluzioni che spaziano dai pacchetti più evidenti a dettagli apparentemente minori ma di potenziale impatto significativo. Tra questi ultimi spicca, ad esempio, il doppio profilo alare collocato sul codone della KTM guidata da Pedro Acosta, un elemento composito che attesta la vivacità progettuale e la ricerca del millesimo di secondo in frenata e in stabilità. Sono sperimentazioni, queste, che definiscono in gran parte il lavoro invernale, dove ogni dato raccolto serve a comporre il puzzle della competitività.
Il quadro generale dopo Sepang
Il bilancio di queste prime uscite, pertanto, non può che essere frammentato e provvisorio. Accanto alla soddisfazione di chi, come Marquez, ha potuto constatare un progresso tangibile sia nello stato della forma personale che nell’armonia con la nuova moto, si registrano le difficoltà oggettive di chi ha visto ridursi il prezioso tempo a disposizione per affinare le impostazioni. Le squadre lavorano ora sui gigabyte di dati acquisiti, consapevoli che ogni sessione è un tassello irripetibile. I test in Thailandia rappresenteranno quindi la prossima, fondamentale occasione per colmare gap, confermare intuizioni o scartare ipotesi, in una corsa contro il tempo che precede l’esordio in calendario.




