L'accordo italo-francese per i satelliti e la nuova strada europea nello spazio
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Redazione Economia
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La firma che sancirà la maxi-alleanza tra l'italiana Leonardo e le francesi Airbus e Thales, un progetto noto come Operazione Bromo, non è un semplice accordo industriale ma rappresenta piuttosto il tentativo concreto di costruire un'autonomia strategica europea oltre l'atmosfera. Sulla scia del progetto Readiness 2030 lanciato dalla Commissione europea, questa intesa mira a dar vita a un nuovo soggetto, una società che per ora porta il nome in codice Bromo, con l'obiettivo primario di produrre satelliti in maniera congiunta. L'iniziativa, che attende soltanto l'ultimo via libera formale, punta a creare un'infrastruttura spaziale continentale in grado di sostenere non solo comunicazioni cifrate e inviolabili ma anche sistemi avanzati per la difesa e l'osservazione del pianeta, cercando in questo modo di colmare un ritardo che rischiava di diventare incolmabile.
La visione di Cingolani e l'ibridazione della difesa
Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, ha sottolineato come l'industria della difesa si trovi ad affrontare una congiuntura particolarmente complessa, caratterizzata da un nuovo tipo di guerra ibrida. Di conseguenza, ha spiegato, anche i prodotti devono subire un processo di ibridazione, dove non conta più soltanto il metallo ma diventano essenziali il software, la gestione dei dati e la cybersicurezza. È anche sulla base di questa analisi, che riflette le nuove minacce emerse nello scenario globale, che è stata stretta l'intesa con i colleghi di Airbus e Thales. L'alleanza, che unirà le divisioni spaziali dei tre colossi, vuole quindi essere una risposta a queste sfide, fondendo competenze diverse per creare un campione industriale capace di competere su tutti i mercati.
Gli obiettivi della costellazione e il commento di Battiston
Obiettivo centrale del neonato colosso, che opererà sia in ambito civile che militare, sarà contribuire in maniera decisiva alla realizzazione e alla successiva gestione di una costellazione europea di satelliti in orbita bassa. Questa infrastruttura, la cui operatività è prevista a partire dal 2027 dopo l'ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni, è destinata a fornire servizi di telecomunicazioni sicure e al tempo stesso a potenziare in modo significativo le capacità di osservazione della Terra. Roberto Battiston, ex presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, ha definito l'iniziativa importante e probabilmente inevitabile, un passaggio obbligato di fronte al cambiamento epocale che il settore spaziale sta vivendo a livello mondiale, dove la competizione si fa sempre più serrata e tecnologicamente avanzata.
Le ripercussioni finanziarie per Leonardo
Sul versante finanziario, l'annuncio della firma del memorandum d'intesa ha fornito un ritrovato slancio alle quotazioni di Leonardo, che nelle settimane precedenti avevano subito una correzione riportando il titolo al di sotto della soglia psicologica dei cinquanta euro. Dopo aver toccato dei massimi a inizio ottobre, oltre i cinquantasei euro, il valore aveva infatti mostrato un momentaneo affievolirsi dell'interesse da parte degli investitori. La notizia dell'accordo, che precede la pubblicazione dei dati trimestrali attesa per il prossimo mese di novembre, è stata dunque accolta con favore dal mercato, il quale ha percepito in questa operazione un potenziale di crescita di lungo periodo per l'azienda italiana.




