Stellantis cede Vm Motori e ridisegna la mappa produttiva in Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l’Unione europea si appresta a definire le nuove regole per la transizione elettrica del settore automotive, Stellantis prosegue senza sosta la sua riorganizzazione industriale, che comporta la cessione di ulteriori attività storiche nel nostro paese. L’ultima in ordine di tempo è la vendita di Vm Motori, specializzata nella produzione di motori diesel, alla società Marval di proprietà del fondo Azzurra Capital. L’operazione, che segue di dodici anni l’acquisizione da parte del gruppo italo-francese, rappresenta il quarto importante disimpegno dal 2018, dopo quelli di Magneti Marelli, Comau e Iveco.

La strategia di cespuglio, che mira a concentrarsi sul core business automobilistico, non sembra affatto arrestarsi. Anzi, fonti interne lasciano intendere che potrebbero seguire altre operazioni similari, in un processo di snellimento che il mercato ha finora premiato con un deciso rialzo del titolo in Borsa a Milano. L’amministratore delegato Antonio Filosa, subentrato a Carlos Tavares, ha espresso pubblicamente soddisfazione per i risultati finanziari, i quali, a suo dire, dimostrano la bontà delle scelte intraprese.

Parallelamente alle cessioni, il gruppo sta ridefinendo gli impianti produttivi nazionali. Sono stati annunciati, non senza preoccupazione da parte delle maestranze, nuovi stop temporanei della produzione negli stabilimenti di Melfi e Cassino, seguiti dalla vendita dello sito di Cento, dove venivano realizzati propulsori. Questa riconfigurazione della footprint industriale italiana – che un tempo rappresentava un’eccellenza mondiale per la produzione di motori – solleva interrogativi sulla capacità attrattiva del paese per gli investimenti del gruppo.

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