Travaglio contro Meloni sulla Flotilla: "Se Israele sparasse, sarebbe guerra contro l'Italia"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Marco Travaglio, intervenendo nella trasmissione Otto e mezzo su La7, ha replicato alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale aveva definito "irresponsabili" i partecipanti alla missione Global Sumund Flotilla, accusandoli di volere l'escalation. Il direttore del Fatto Quotidiano ha respinto con decisione quelle critiche, difendendo il diritto degli attivisti ad agire senza interferenze, e ha sottolineato come sia "il governo che dice quello che deve fare la Flotilla", in un riferimento alle posizioni espresse anche dal Quirinale.

Incontro ravvicinato con la marina israeliana

Le sue parole giungono mentre la situazione in mare si fa più tesa. La Flotilla, dopo essere entrata nella zona che il governo italiano ha classificato come "ad alto rischio", ha denunciato il suo primo incontro ravvicinato con unità della marina israeliana. Queste ultime, stando ai resoconti degli attivisti, avrebbero accerchiato l'imbarcazione di testa per circa sei minuti, avvicinandosi pericolosamente e disattivando a distanza i sistemi di comunicazione, un atto che ha lasciato l'equipaggio in uno stato di vulnerabilità durante una notte già insonne per la tensione.

La determinazione dell'eurodeputata Scuderi

Tra i partecipanti, l’eurodeputata Benedetta Scuderi ha confermato, in una conversazione telefonica, di essere pienamente consapevole dei rischi che corre, incluso quello concreto dell’arresto. "Lo avevamo messo nel conto, ma andremo avanti", ha dichiarato la rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra, spiegando di trovarsi ormai a poche miglia dal limite oltre il quale la scorta della fregata Alpino, incaricata di proteggere i connazionali, cesserà la sua missione, lasciando chi proseguirà in balia di eventi imprevedibili.

Le proteste in preparazione a Roma

Intanto, a terra, si prepara la risposta dei movimenti, che hanno organizzato una rete di proteste pronte a scattare nel caso in cui la Flotilla dovesse subire un attacco. L’idea, che circola con insistenza, è quella di indire uno sciopero e di far convergere cortei in punti nevralgici della capitale, come la stazione Termini e l’area del Colosseo, creando un focolaio di mobilitazione difficile da contenere e che aggiunge un ulteriore strato di complessità a una vicenda già di per sé carica di implicazioni politiche e diplomatiche.

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