Finale playoff, la Scandone espugna Reggio Calabria e vola in serie B nazionale
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Redazione Sport
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Alla fine, come spesso accade in queste promozioni che profumano di leggenda, ha vinto la squadra più cinica. E sul lungo periodo – quello che non mente mai, quello delle notti insonni e dei viaggi della speranza – quella meglio preparata. La Felice Scandone Avellino ha fatto sua la decisiva Gara 3 della finale playoff, espugnando con il punteggio di 84-76 il PalaCalafiore, un fortino che sembrava inespugnabile per la Redel Viola. Un risultato, quest’ultimo, che consegna alla società irpina il pass per la serie B Nazionale, decretando al contempo la fine del sogno per i calabresi.
La serie, combattuta fino all’ultimo respiro, si è chiusa sul 2-1 per gli ospiti: un verdetto che premia la freddezza e l'esperienza di una corazzata costruita per vincere subito.
La gara: un copione già visto, rimonta e gelo finale
La “bella” ha ricordato da vicino il copione già scritto nel primo atto della serie. Fin dalle battute iniziali, infatti, gli irpini hanno preso saldamente il controllo del punteggio e, cosa ben più importante, del ritmo gara. Costringendo i neroarancio di coach Cadeo a un’estenuante rincorsa, dispendiosa in termini di energie mentali quanto fisiche. Nonostante una reazione veemente nella quarta frazione – dove la Viola è riuscita addirittura a operare il sorpasso, illudendo i cinquemila del gremito PalaCalafiore – la rimonta si è rivelata amara proprio sul traguardo.
Nei momenti decisivi, quelli in cui il braccio trema e il fiato si fa corto, la Scandone ha tirato fuori gli artigli. Le giocate pesanti di Duranti e la solidità di un collettivo che non si è mai scomposto hanno spento la furia reggina.
Protagonisti in campo ed errori fatali
Per la Redel Viola, nonostante un coraggio e una determinazione fuori discussione, non è bastato. Marco Laganà, autentico trascinatore, ha chiuso con 25 punti, mentre Laquintana lo ha seguito a ruota con 18, confezionando una prestazione da predestinati. C’è però un dato, sporco e impietoso, che racconta più di mille parole: la squadra di casa ha fallito 10 tiri liberi, oltre a un preoccupante 6/20 da oltre l’arco. Pecati capitali, questi, se commessi contro una formazione abituata a non perdonare come Avellino.
Per i campani, invece, la vittoria porta la firma di un attacco corale: Scanzi in doppia cifra (15 punti) è stato il regista offensivo, ben supportato da Donda (13) e Gay (11), capaci di colpire nei frangenti più caldi del match.
Un episodio social e il futuro dei calabresi
La tensione della post-season, d’altronde, non si è placata nemmeno al termine del confronto. A ore dal fischio finale, mentre la spuma della delusione era ancora fresca, il Supporters Trust Violarc ha denunciato sui social network la presenza di “ignobili frasi offensive” lasciate tra i seggiolini dell’impianto sportivo. Un gesto, quest’ultimo, che getta un’ombra sulla cornice di pubblico, pure straordinaria per intensità e calore, che aveva caratterizzato la serata. Per la Pallacanestro Viola, tuttavia, la stagione non è ancora archiviata.
Se Avellino festeggia il salto nel terzo livello nazionale, la compagine reggina avrà comunque a disposizione un’ultima chance: un concentramento promozione in programma dal 19 al 21 giugno, dove incrocerà le altre finaliste perdenti. Un’opportunità per riscattare l’amarezza di questa notte. Una notte, quella del PalaCalafiore, che resterà comunque impressa nella memoria come una delle battaglie più belle e crudeli degli ultimi anni.




