Halo: Campaign Evolved, il remake che riporta Master Chief sul ring mondiale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non è affatto un'esagerazione, per quanto si possa essere legati a doppio filo con i classici del passato, affermare che Halo: Campaign Evolved non sia soltanto un videogioco come tanti altri, ma piuttosto un'operazione culturale che rimette al centro dell'attenzione un'epoca in cui gli sparatutto su console stavano scoprendo le loro potenzialità.

Venticinque anni dopo il debutto dell'originale, che per molti versi ha plasmato l'identità stessa di Xbox trasformandola da semplice alternativa a PlayStation in una piattaforma dotata di un carattere inconfondibile, Halo Studios ha deciso di riportare i giocatori sull'Installazione 04 con un remake che non si limita a rinfrescare la grafica, ma che tenta di restituire a quella esperienza la forza primigenia che aveva il giorno della sua presentazione al pubblico, quando nessuno poteva ancora immaginare che il guerriero verde e la sua intelligenza artificiale sarebbero diventati delle icone

Assolute dell'intrattenimento interattivo.

Il giorno del lancio tra accesso anticipato e problemi tecnici su Steam

Da oggi, 23 luglio 2026, i possessori della Premium Edition possono finalmente mettere le mani su Halo: Campaign Evolved, e Microsoft ha scelto questo momento per diffondere il trailer di lancio che mostra sequenze inedite tratte direttamente dal gioco, lasciando intendere quanto il lavoro di ricostruzione ambientale sia stato minuzioso e rispettoso dell'atmosfera originale. Tuttavia, come spesso accade quando si ha a che fare con lanci di questa portata, non sono mancate le segnalazioni di malfunzionamenti, in particolare per quanto riguarda la piattaforma Steam.

Alcuni utenti che hanno acquistato le edizioni più costose, ovvero la Premium e la Collector's, si sono trovati di fronte a un problema piuttosto irritante: il pulsante "Gioca" non avviava la campagna principale, ma apriva invece la Digital Story & Art Collection, ovvero l'artbook digitale che fa parte dei contenuti extra inclusi nelle versioni deluxe. Il contenuto aggiuntivo sembra quindi sovrascrivere, o comunque intercettare, il comando di avvio dell'eseguibile principale, impedendo di fatto di entrare nel gioco vero e proprio.

Le segnalazioni si sono moltiplicate nelle prime ore successive al rilascio, e gli sviluppatori stanno probabilmente lavorando a una soluzione per separare i due lanci senza che l'uno vada a interferire con l'altro, anche se al momento non è stata ancora diffusa una patch ufficiale per risolvere l'inconveniente.

L'accoglienza della stampa internazionale e il verdetto sui voti

Nonostante questi intoppi iniziali, che peraltro riguardano una frazione ristretta della base utenti, il responso della critica specializzata è stato fin qui estremamente positivo, come dimostrano i voti che sono stati via via pubblicati sui principali siti di settore.

La media dei giudizi si aggira intorno all'8, un punteggio che testimonia come Halo Studios sia riuscito a centrare l'obiettivo ambizioso che si era prefissato: miscelare il fascino senza tempo dell'originale firmato Bungie con le possibilità tecnologiche offerte dall'Unreal Engine 5, che in questo remake viene sfruttato per ricreare non solo i paesaggi alieni e i combattimenti contro il Flood, ma anche per restituire una fisica dei veicoli e una reattività dei nemici che risultano più moderne senza però tradire lo spirito del 2001.

I recensori hanno sottolineato come il titolo sia riuscito a mantenere intatta la struttura a livelli e la progressione narrativa che avevano reso celebre il primo capitolo, aggiungendo al contempo un comparto sonoro rinnovato e una gestione dell'intelligenza artificiale che rende gli scontri più imprevedibili e dinamici, senza che questo vada a discapito di quel senso di solitudine e di scoperta che era uno dei tratti distintivi della campagna originale, quando si esploravano i meandri dell'anello sacro cercando di svelare i segreti dei Precursori.

Un'operazione nostalgia che guarda al futuro del franchise

Quello che colpisce maggiormente, scorrendo le recensioni e i commenti dei primi giocatori, è la capacità del remake di rivolgersi a due pubblici diversi e potenzialmente distanti tra loro: da un lato i veterani che hanno passato intere notti sulla prima Xbox a sfidare amici in split-screen o a completare la campagna a difficoltà Leggendaria, e che oggi ritrovano quelle atmosfere con una veste grafica che esalta ogni dettaglio senza snaturare il design originale, e dall'altro i giocatori più giovani che magari non hanno mai avuto modo di approcciare la serie se non attraverso i capitoli più

Recenti, e che ora possono scoprire le origini di Master Chief in una forma che non li faccia sentire di fronte a un reperto archeologico. È questa la mossa più riuscita di Halo: Campaign Evolved, che si presenta come un ponte tra epoche diverse del gaming, un tributo che non si limita a riproporre pedissequamente quanto già visto ma che cerca di attualizzarlo con un piglio che sa di nuovo, pur restando saldamente ancorato a quelle meccaniche di shooting e di esplorazione che hanno fatto la fortuna del franchise.

Le valutazioni della stampa, come si diceva, orbitano attorno all'8, ma c'è da scommettere che il passaparola e il giudizio del pubblico, una volta risolti i piccoli problemi tecnici legati all'avvio su Steam, potranno spingere il titolo verso quel consenso unanime che già aveva accompagnato l'uscita dell'originale, confermando ancora una volta che il guerriero spaziale della Marina non ha alcuna intenzione di cedere il passo ai nuovi eroi del genere, e che anzi, a distanza di un quarto di secolo, è ancora lui il re indiscusso degli sparatutto.

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