Sanremo 2026, i biglietti per l'Ariston: il rincaro confermato e la procedura per l'acquisto
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con la definizione del cast e l'annuncio di Laura Pausini, che condurrà la kermesse affiancata da Carlo Conti, l'attenzione per il Festival di Sanremo 2026 si intensifica, concentrandosi non solo sugli artisti ma anche sull'accesso alla manifestazione. La possibilità di assistere dal vivo a una delle cinque serate, in programma dal 24 al 28 febbraio nel tempio della musica leggera italiana, rappresenta infatti un obiettivo per molti appassionati, i quali devono però confrontarsi con una procedura d'acquisto articolata e, soprattutto, con un sensibile aumento dei costi. L'iter per ottenere un posto in platea, infatti, non si configura come un semplice acquisto da piattaforma di vendita, avendo richiesto una preventiva registrazione sul portale di Vivaticket in una finestra temporale ben precisa, quella compresa tra il 22 dicembre dello scorso anno e l'8 gennaio corrente.
Il nodo del prezzo: l'aumento del venti percento
A segnare una netta discontinuità con le edizioni passate è la conferma, giunta direttamente dalla proprietà del Teatro Ariston, di un rincaro sostanziale. In un'intervista rilasciata all'agenzia Adnkronos, Walter Vacchino, storico proprietario del teatro, ha precisato senza ambiguità che i prezzi dei biglietti per l'edizione 2026 hanno subito un incremento pari al venti percento. Vacchino, il cui nome è indissolubilmente legato alla storia della kermesse, ha tuttavia circoscritto le proprie responsabilità nella decisione, rimarcando come la dinamica tariffaria non dipenda in via esclusiva dalla proprietà dell'Ariston. "C'è una convenzione tra Rai e Comune", ha dichiarato, lasciando intendere che le scelte siano il frutto di una valutazione condivisa tra i soggetti istituzionali coinvolti. Ha poi aggiunto, a chiarimento dei ruoli, che la gestione della biglietteria è di competenza della Rai, della quale, di conseguenza, resta in capo la definizione ultima della politica dei prezzi.
La complessità dell'iter di acquisto
Al di là della questione economica, che rappresenta indubbiamente l'aspetto più discusso dell'ultimo periodo, permane la complessità della procedura per accedere alla vendita. Coloro che aspirano a sedersi nell'iconica sala del teatro devono infatti aver ottemperato a una fase preliminare di registrazione online, passaggio obbligatorio e non più disponibile, che ha delimitato di fatto la cerchia dei potenziali acquirenti. Un meccanismo, questo, che filtra la domanda e organizza l'accesso a un bene la cui disponibilità è per sua natura limitata, generando spesso una caccia al biglietto che inizia ben prima dell'annuncio dei cantanti in gara. La trasmissione dell'evento, come di consueto, sarà affidata al canale generalista Rai 1, a Radio2 e alla piattaforma streaming RaiPlay, offrendo comunque la possibilità di seguire lo spettacolo da casa a un pubblico vastissimo.
Le ragioni di una scelta contestata
L'aumento tariffario, seppur giustificato dalle parti come una necessità legata a costi di gestione e produzione in continua crescita, si inserisce in un dibattito più ampio sull'accessibilità culturale di un evento che, per definizione, si rivolge alla nazione intera. La spiegazione fornita da Vacchino, il quale ha voluto chiarire i meccanismi decisionali, delinea un quadro in cui la responsabilità è distribuita, sottraendola a una mera logica imprenditoriale. Resta il fatto che, per gli spettatori, l'esperienza dal vivo al Festival comporta ora un esborso maggiore, un dato di cui tenere conto nella pianificazione della presenza in città durante i giorni della kermesse. Il tutto, mentre i riflettori mediatici iniziano ad accendersi sui dettagli organizzativi e sulle voci di corridoio, che spesso accompagnano l'avvicinarsi della data di inizio.




