La Hyundai Ioniq 6 si rifà il look, cresce nelle dimensioni e soprattutto nell'autonomia
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è un’evoluzione, nel mondo delle elettriche, che a volte passa inosservata, quella fatta di aggiornamenti sostanziali più che di rivoluzioni copernicane. La Hyundai Ioniq 6, quella berlina dal coefficiente aerodinamico da record (appena 0,21) che aveva stupito tutti al suo debutto nel 2022, si presenta ora in una veste profondamente rinnovata. L’abbiamo vista, e il lavoro dei designer coreani si concentra su alcuni dettagli che, nel loro insieme, cambiano l’espressione del modello. Il frontale, per esempio, adotta ora dei fari a strisce LED più sottili, una firma luminosa che rende lo sguardo della vettura più tecnologico e deciso. Le modifiche ai paraurti, sia anteriori che posteriori, non sono solo vezzi estetici, ma contribuiscono ad allungare la carrozzeria: si arriva ora a 493 centimetri, sette in più rispetto alla versione precedente, un incremento che si traduce in una presenza su strada ancora più imponente. La coda, poi, abbandona il doppio spoiler per un più classico effetto “coda d’anatra”, un elemento che pulisce il disegno complessivo senza tradire la vocazione filante della Streamliner.
Sotto la pelle, la vera novità è una maggiore densità energetica
Se il look si fa più maturo e pulito, sono le novità tecniche a rappresentare il cuore di questo restyling. La piattaforma E-GMP, specifica per i veicoli elettrici del gruppo, ospita ora batterie dalla capacità maggiorata: si parte da una unità da 63 kWh per la versione a trazione posteriore da 170 cavalli, quella pensata per chi cerca l’efficienza pura con un’autonomia dichiarata di 521 chilometri. Il passo avanti più significativo, però, lo fa la variante con accumulatore da 84 kWh, che sostituisce il precedente da 77,4. Con questo pacco batterie, la Ioniq 6 a due ruote motrici eroga 229 cavalli e, nel ciclo WLTP, arriva a percorrere fino a 680 chilometri con una singola carica, un valore che la proietta nell’élite della categoria per quanto riguarda l’autonomia. Per chi invece non vuole rinunciare alla trazione integrale, la versione bimotore, quella che abbiamo potuto provare, sviluppa una potenza complessiva di 325 cavalli, garantendo prestazioni brillanti senza dimenticare la serenità dei viaggi lunghi, complice anche l’architettura a 800 volt che permette ricariche ultrarapide.
Un abitacolo che migliora l’ergonomia, tra luci e ombre
Aprendo la portiera, l’ambiente che si trova è quello, già noto, della doppia schermata da 12,3 pollici che integra strumentazione e infotainment, a dominare una plancia dal disegno orizzontale e rassicurante. Chi siede dietro, nonostante il tetto discendente tipico delle coupé a quattro porte, continua a godere di uno spazio generoso per le gambe, merito del passo di 295 centimetri e del pianale completamente piatto. L’aggiornamento, però, porta con sé anche qualche ritocco funzionale: sembra che Hyundai abbia ascoltato chi lamentava una certa ridondanza di tasti a sfioramento, e la consolle centrale, ridisegnata, riporta in vita alcuni comandi fisici più intuitivi da utilizzare durante la marcia. Permangono, va detto, alcune scelte che dividono: la capacità del bagagliaio, pur onesta, resta un compromesso della forma, con 401 litri nella parte posteriore a cui si aggiunge un piccolo vano anteriore. La qualità percepita, però, fa un salto in avanti, con materiali più pregiati e accostamenti cromatici studiati per trasmettere una sensazione di calma, di “bozzolo” tecnologicamente avanzato.
La novità N Line, un abito sportivo per chi non vuole strafare
Accanto alle versioni tradizionali, fa il suo ingresso in gamma l’allestimento N Line. È bene intendersi su questo punto: non si tratta della brutale Ioniq 6 N, quella con oltre 600 cavalli e un’anima da pista, ma piuttosto di un pacchetto estetico e di assetto dedicato a chi desidera una immagine più grintosa senza rinunciare alla fruibilità quotidiana. L’N Line si riconosce per i paraurti specifici, più scolpiti, per le minigonne laterali pronunciate e per i cerchi in lega dal disegno esclusivo, che vestono la berlina con un abito più dinamico. Sotto il profilo meccanico, condivide le motorizzazioni con il resto della gamma, disponibile sia con il 229 CV a trazione posteriore sia con il 325 CV integrale, ma interviene sulle sospensioni e sulla calibratura del servosterzo per offrire una risposta più diretta e sportiveggiante, senza intaccare quel comfort di marcia che rimane il vero biglietto da visita della Ioniq 6. Una scelta, questa, che amplia il ventaglio di possibilità per chi cerca una elettrica dallo stile personale e dalla tecnica raffinata, senza dover per forza scomodare i numeri da primato della versione N.




