Francia, processo Pelicot, stupro e umiliazione razziale
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Redazione Esteri
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In un'aula gremita del tribunale di Avignone, si è consumato uno dei momenti più drammatici di un processo che ha sconvolto la Francia e smosso le coscienze di migliaia di cittadini. Gisèle Pelicot, una donna di settant'anni, è tornata a raccontare il suo calvario, affrontando l'uomo che per decenni l'ha drogata e fatta violentare da oltre cinquanta sconosciuti nella loro casa di Mazan. Il processo, noto come il "processo di Mazan", ha visto protagonisti 51 accusati, tra cui l'ex marito Dominique Pelicot, che secondo l'accusa ha orchestrato gli abusi per dieci anni.
Nelle settimane passate, sono stati ascoltati gli imputati e gli psicologi che ne hanno analizzato il profilo. La testimonianza di Gisèle, già resa a settembre, è stata nuovamente esposta con determinazione e coraggio. La donna, sedata e fatta stuprare dal marito, ha affrontato per la prima volta direttamente l'ex consorte in aula, rivolgendo parole di accusa e dolore.
Il caso ha suscitato un'ampia copertura mediatica, con giornali stranieri come Die Zeit che pubblicano reportage quotidiani sul processo. La vergogna degli uomini coinvolti e il coraggio di Gisèle sono stati al centro dell'attenzione, evidenziando la gravità degli abusi subiti e la forza della vittima nel cercare giustizia.
Il "processo di Mazan" è ormai a metà del suo corso, con gli imputati che continuano a essere interrogati e le prove che vengono esaminate.




