Kim Jong-un a Pechino con la figlia Ju-ae

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il leader nordcoreano Kim Jong-un è giunto a Pechino a bordo del suo treno blindato, un mezzo che – oltre a simboleggiare la sua proverbiale diffidenza – impiega circa venti ore per coprire il tragitto da Pyongyang, viaggiando a non più di sessanta chilometri orari. La sua presenza nella capitale cinese è legata alle commemorazioni per l’ottantesimo anniversario della fine del secondo conflitto mondiale e della resistenza all’occupazione giapponese, eventi ai quali ha preso parte anche il presidente serbo Aleksandar Vucic, il quale ha colto l’occasione per rinsaldare i legami con Mosca.

Proprio Vucic, nel corso di un incontro con Vladimir Putin, ha espresso gratitudine per l’ospitalità ricevuta in occasione della visita a Mosca dello scorso 9 maggio – durante le celebrazioni per la vittoria sul nazifascismo – e ha lanciato un appello alle compagnie russe, invitandole esplicitamente a investire in progetti infrastrutturali in Serbia. «Tutte sono benvenute», ha dichiarato, citando nomi come Rzd e Rosatom, in un’aperta dimostrazione di avvicinamento economico e politico alla Russia, nonostante le pressioni internazionali.

Putin, dal canto suo, ha ringraziato pubblicamente la Serbia per aver scelto di non aderire al pacchetto di sanzioni contro Mosca, un gesto che – se da un lato isolava Belgrado sul piano europeo – dall’altro consolidava la sua posizione come partner affidabile per il Cremlino. Lo ha fatto nel corso di un faccia a faccia avvenuto sempre a Pechino, dove entrambi i leader si trovavano per la parata militare, sottolineando come simili scelte rafforzino la cooperazione bilaterale in un momento di grande tensione geopolitica.

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