La benzina low cost di Valle Castellana: il distributore comunale che fa concorrenza (senza utili) ai grandi marchi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il caro-carburante tiene banco nei dibattiti nazionali e il prezzo medio alla pompa si aggira ormai stabilmente sopra soglie che fino a poco tempo fa sembravano inimmaginabili, c’è un piccolo angolo d’Abruzzo, incastonato tra le montagne del Parco Nazionale del Gran Sasso, dove fare il pieno diventa un affare.

A Valle Castellana, comune di appena ottocento abitanti in provincia di Teramo, il distributore di benzina non segue le logiche di mercato che conosciamo: qui il prezzo al litro è inferiore fino a venticinque centesimi rispetto alla media nazionale, e il motivo non ha nulla a che fare con promozioni o sconti temporanei. Si tratta, piuttosto, di una scelta politica precisa, adottata dall'amministrazione comunale, che ha deciso di acquistare e gestire direttamente l'impianto di rifornimento, rinunciando deliberatamente a qualsiasi margine di guadagno per le casse pubbliche.

L’obiettivo dichiarato, come spiega il primo cittadino, è quello di garantire un servizio essenziale a una popolazione che altrimenti si troverebbe a percorrere decine di chilometri per rifornirsi, sopportando costi che per molti diventerebbero proibitivi.

La scelta del Comune: un servizio, non un business

A differenza di quanto accade nella stragrande maggioranza dei distributori italiani, dove il margine di guadagno rappresenta una componente fisiologica del prezzo finale, quello di Valle Castellana lavora in una condizione del tutto particolare: copre unicamente le spese vive di gestione, dall’acquisto del carburante all'energia elettrica per gli impianti, fino alla manutenzione ordinaria. Nessun profitto viene destinato alle casse municipali, e questo consente di abbattere il costo alla pompa in modo significativo.

La vicenda, che ha assunto una certa risonanza mediatica dopo la pubblicazione di alcuni servizi giornalistici, ha riacceso il dibattito sul ruolo dei Comuni in settori tradizionalmente appannaggio dell'iniziativa privata, sollevando interrogativi sulla legittimità e sui limiti di un intervento pubblico che, in questo caso specifico, trova la sua giustificazione in una condizione di isolamento geografico e di carenza di alternative commerciali.

La genesi del progetto: quando un distributore rischiava di chiudere

La storia di questa singolare iniziativa ha inizio nel 2019, quando la vecchia stazione di servizio presente sul territorio comunale, gestita da un privato, stava per abbassare definitivamente la saracinesca. Di fronte alla prospettiva di restare senza un punto di rifornimento, con il rischio concreto che gli abitanti e gli agricoltori della zona dovessero affrontare lunghi spostamenti per fare il pieno, l'amministrazione guidata dal sindaco ha deciso di intervenire direttamente.

L'acquisto dell'impianto è stato effettuato con risorse pubbliche, dando vita a una gestione che oggi rappresenta un unicum nel panorama regionale e che, a quanto pare, ha riscosso un notevole apprezzamento da parte della cittadinanza. Il sindaco, interpellato dai cronisti, ha tenuto a precisare che la scelta non è dettata da convenienze personali – lui e sua moglie guidano auto elettriche da tempo – ma da una chiara finalità di servizio verso la collettività.

Una precisazione, quest’ultima, che serve a sottolineare come l'iniziativa prescinda da qualsiasi tornaconto individuale e risponda invece a una logica di sussidiarietà e di sostegno alle fasce deboli della popolazione.

Il quadro normativo: quando il pubblico può sostituirsi al privato

La situazione di Valle Castellana, per quanto possa apparire anomala in un’economia di mercato, si muove all'interno di un perimetro normativo ben definito. In Italia, come del resto in gran parte dell'Unione Europea, vige il principio secondo cui il soggetto pubblico non può entrare in un mercato già presidiato da operatori privati, per evitare di creare situazioni di concorrenza sleale. Tuttavia, esistono delle deroghe pensate proprio per tutelare i territori più svantaggiati, dove il rischio di desertificazione commerciale è elevato.

La condizione essenziale perché un Comune possa istituire un distributore di proprietà è che questo sia l'unico presente sul territorio comunale e che, soprattutto, nessun privato sia più disposto a gestirlo. In queste circostanze, venendo meno il potenziale danno per i concorrenti, l'intervento pubblico si giustifica come un atto dovuto per preservare un servizio fondamentale, garantendo ai residenti l'accesso a un bene primario senza oneri aggiuntivi insostenibili.

Le implicazioni economiche e sociali per il borgo montano

Al di là della specifica vicenda normativa, quella del distributore di Valle Castellana rappresenta una sorta di esperimento sociale ed economico che offre spunti di riflessione interessanti sull’impatto che il costo della vita ha sulla permanenza nei piccoli centri.

In un territorio già messo alla prova dallo spopolamento e dalle difficoltà logistiche, poter contare su un servizio a prezzi calmierati costituisce un fattore di attrazione e un incentivo a rimanere, oltre che un aiuto concreto per le imprese agricole e artigianali locali, che utilizzano mezzi pesanti e hanno bisogno di carburante a costi sostenibili.

Il modello adottato, che alcuni hanno già ribattezzato la "benzina del sindaco", potrebbe teoricamente essere replicato in altri Comuni italiani che si trovano a fronteggiare condizioni analoghe di isolamento e di carenza di servizi, anche se la strada è lastricata di vincoli burocratici e normativi che non sempre rendono agevole l'iniziativa.

Resta il fatto che, per gli ottocento residenti di Valle Castellana e per i viaggiatori di passaggio, quel distributore rappresenta molto più di una semplice pompa di benzina: è un simbolo di una comunità che sceglie di prendersi cura di sé, affrontando le sfide del presente con soluzioni pragmatiche e fuori dagli schemi tradizionali.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.