La benzina del sindaco a Valle Castellana, il pieno costa fino a 10 euro in meno
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Redazione Economia
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Mentre in tutta Italia si torna a fare i conti con il caro carburanti, che sulle autostrade supera ormai i 2,20 euro al litro, in un piccolo borgo del teramano il costo alla pompa è rimasto ancorato a valori decisamente più bassi. A Valle Castellana, poco più di ottocento anime sparse in quasi quaranta frazioni all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, la benzina viene venduta a circa 1,75 euro al litro e il gasolio a 1,89.
Un risparmio che, tradotto in cifre, significa per un pieno da cinquanta litri una spesa inferiore fino a dieci euro rispetto alla media nazionale. Non si tratta di un'offerta speciale o di una promozione temporanea, ma del risultato di una scelta amministrativa precisa: il distributore, unico sul territorio, è gestito direttamente dal Comune.
Un servizio pubblico nato per necessità
L'origine di questa iniziativa, che sui social è già stata ribattezzata la "benzina del sindaco", non va ricercata nell'ultima fiammata dei prezzi, bensì in una vicenda che affonda le radici nel 2018, quando l'impianto rischiava di chiudere definitivamente i battenti.
Per una comunità di montagna, già provata dallo spopolamento e dai postumi del sisma del 2016, la prospettiva di perdere l'ultimo punto di rifornimento avrebbe avuto conseguenze pesantissime, costringendo i residenti, gli agricoltori e gli operai impegnati nella ricostruzione a percorrere una ventina di chilometri per fare il pieno.
Di fronte a questa prospettiva, l'amministrazione guidata dal sindaco Camillo D'Angelo, che è anche presidente della Provincia di Teramo, decise di rilevare la licenza e di trasformare la pompa di benzina in un vero e proprio servizio pubblico.
I numeri della gestione pubblica e i prezzi applicati
L'impianto, che opera in modalità self-service, è stato rimesso a nuovo e oggi vende il carburante a prezzo di costo, con un margine di guadagno irrisorio, necessario solo a coprire le spese vive di gestione come l'energia elettrica, la manutenzione e la videosorveglianza.
Il Comune acquista direttamente il carburante, anche tramite Consip, e rinuncia a qualsiasi utile sulla vendita, mantenendo il prezzo alla pompa decisamente al di sotto della media nazionale, che in Abruzzo per il self-service si attesta su valori di circa 2,015 euro per la benzina e 2,136 per il gasolio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: oltre agli ottocento abitanti, al distributore di Valle Castellana fanno tappa ormai anche pendolari, turisti e automobilisti dei comuni limitrofi, attratti dal risparmio non indifferente.
Il successo dell'operazione è testimoniato dai numeri: gli incassi sono passati da 75.000 euro nel 2024 a circa 500.000 euro nel 2025, con prospettive di ulteriore crescita per il 2026.
Il dibattito politico e le critiche alla "benzina del sindaco"
Il caso, diventato virale, ha inevitabilmente acceso un dibattito politico che va oltre i confini del piccolo borgo abruzzese. L'iniziativa è stata rivendicata dalla coalizione civica che governa il paese e da figure nazionali come Alessandro Onorato, coordinatore di Progetto Civico Italia, che ha elogiato il sindaco D'Angelo per aver portato avanti una scelta che "migliora concretamente la vita delle famiglie", fornendo la prova di come l'azione di un amministratore possa avere un impatto diretto sulla quotidianità dei cittadini.
Non sono mancate, tuttavia, voci critiche. L'associazione dei consumatori Aduc ha infatti definito la "benzina del sindaco" una "trovata populista" e un esempio di "concorrenza sleale" nei confronti dei gestori privati che, al contrario, devono trarre un reddito dalla loro attività. Secondo l'associazione, si tratterebbe di una soluzione tampone non facilmente replicabile in contesti urbani più grandi e che rischia di "illudere i cittadini", distogliendo l'attenzione dalla necessità di riforme strutturali sul caro carburanti.
Un modello che fa scuola in altri comuni italiani
Nonostante le critiche, l'esperimento di Valle Castellana sembra aver fatto scuola e sta contagiando altre realtà comunali. Nel vicino ascolano, il modello della "benzina del sindaco" si prepara a raddoppiare: dopo le esperienze di Force e Montedinove, anche i comuni di Castignano e Ripatransone si apprestano ad aprire un distributore legato all'amministrazione pubblica. A Castignano, l'ente ha già acquistato l'unico impianto presente sul territorio per evitare che chiudesse e i cittadini fossero costretti a spostarsi altrove.
L'iter è in corso e l'apertura è subordinata al rilascio dell'Autorizzazione unica ambientale. Anche il sindaco D'Angelo ha confermato che altri comuni, tra cui Castelli, si sono già interessati all'iter burocratico per replicare l'esperienza, segno che la necessità di garantire servizi essenziali nelle aree interne può talvolta passare anche attraverso soluzioni amministrative fuori dal comune.
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