Lionel Richie, il ricovero in terapia intensiva e gli accertamenti cardiaci: cosa sta succedendo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Si è chiuso con un episodio di preoccupazione il concerto che Lionel Richie ha tenuto lo scorso fine settimana al The Muny di Forest Park, a St. Louis, in Missouri. Mentre stava eseguendo il suo classico senza tempo All Night Long, brano con cui è solito concludere le proprie esibizioni, il 77enne artista ha chiesto al suo staff di portargli la sedia che era già posizionata sul palco, concludendo la performance da seduto e lasciando intendere ai presenti un malessere che non sarebbe passato inosservato.

Al termine dello show è stato infatti lo stesso Richie a richiedere di essere accompagnato in un ospedale della città per sottoporsi ad alcuni controlli, un gesto che ha subito acceso i riflettori sulle sue condizioni di salute.

Il ricovero in terapia intensiva tra le prime ipotesi e gli accertamenti più seri

Secondo quanto riportato da Tmz, che cita fonti vicine alla situazione, inizialmente i medici avevano valutato l'ipotesi di una "leggera disidratazione", un sospetto che faceva ben sperare in una rapida dimissione già nella giornata di martedì. Tale evenienza non si è però verificata, e le sue condizioni hanno richiesto un prolungamento della degenza che, come emerso in seguito, si starebbe svolgendo nel reparto di terapia intensiva della struttura di St. Louis.

A cambiare il quadro clinico sono stati una serie di ulteriori esami che i medici hanno ritenuto opportuno effettuare, incentrandosi in particolare sulla salute cardiaca dell'artista. Questa nuova direzione negli accertamenti, che ha spostato l'attenzione da un problema apparentemente minore come la disidratazione a un possibile coinvolgimento cardiaco, ha comportato un rinvio delle dimissioni di circa ventiquattro ore, con la prospettiva di una dimissione che fonti giornalistiche hanno indicato come possibile per la giornata di oggi.

I testimoni e la richiesta di una sedia durante l'ultimo brano

La serata di sabato 29 agosto aveva preso una piega inaspettata proprio verso il gran finale. I testimoni presenti al concerto hanno raccontato come Richie apparisse in difficoltà, tanto da sentirsi costretto a richiedere l'intervento dello staff per avere uno sgabello su cui accomodarsi mentre interpretava All Night Long.

Un gesto che, agli occhi del pubblico, ha rappresentato il segnale più evidente di un malessere che, sebbene non chiaramente diagnosticato in quel momento, è parso abbastanza serio da indurre il cantante a recarsi volontariamente in ospedale una volta calato il sipario. Nonostante le rassicurazioni di una fonte vicina alla tournée, che ha dichiarato a Rolling Stone che l'artista starebbe bene, non è stata resa nota una diagnosi ufficiale che chiarisca la natura esatta del problema, né sono stati comunicati pubblicamente gli esiti degli accertamenti.

Un precedente a giugno: il malore in Minnesota

Quanto accaduto a St. Louis non rappresenta un episodio isolato nel panorama degli ultimi mesi, considerando che una situazione analoga si era già verificata alla fine di giugno, quando Richie aveva dovuto interrompere anticipatamente un concerto a St. Paul, in Minnesota. In quell'occasione, durante una delle prime date del tour, il cantante aveva confidato al pubblico di sentirsi "stordito" e "strano", sedendosi sul palco nel bel mezzo dello spettacolo prima di essere trasportato via in ambulanza.

Quell'episodio lo aveva costretto a rinviare le date successive di Chicago e Columbus, in seguito alle raccomandazioni dei medici di riposare completamente per recuperare le forze. Sebbene in quell'occasione si fosse parlato di problemi di idratazione, la recidiva del malessere a distanza di pochi mesi ha indotto i sanitari a non trascurare l'ipotesi di un'origine più complessa, concentrandosi ora su esami cardiologici approfonditi mentre l'artista rimane sotto osservazione presso l'ospedale di St.

Louis in attesa di capire se potrà tornare a esibirsi come previsto per il 26 settembre a San Francisco.

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