Inchiesta sulla corruzione in Liguria: il governatore Toti e altri indagati
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Redazione Interno
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L'inchiesta sulla corruzione in Liguria ha portato alla luce una serie di fatti inquietanti. Il governatore della regione, Giovanni Toti, è ora indagato per falso. Al centro dell'indagine ci sono anche altre figure di spicco, tra cui l'ex presidente dell'autorità portuale, Emilio Paolo Signorini, e il capo di gabinetto della Regione Liguria, Matteo Cozzani.
Il silenzio degli indagati
Dopo la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere esercitata da Signorini e Toti, Cozzani ha deciso di rompere, seppur parzialmente, il muro di silenzio. Nonostante si trovi agli arresti domiciliari per corruzione e corruzione elettorale con aggravante mafiosa, Cozzani ha consegnato al gip, Paola Faggioni, alcune dichiarazioni spontanee.
L'ombra della mafia nissena
L'inchiesta ha rivelato collegamenti con la mafia nissena. Antonio Patrono, procuratore capo alla Spezia, indaga sul sistema di potere messo in piedi da Cozzani, allora sindaco di Portovenere e capo di gabinetto del governatore della Liguria.
Gli arresti domiciliari
La procura distrettuale ha chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari per Toti, Cozzani, l'imprenditore della Logistica Aldo Spinelli e l'ex presidente dell'autorità portuale e ad (sospeso) di Iren Paolo Signorini, che si trova ora in carcere.
La fine di una carriera
Cozzani, consapevole del terremoto in corso, ha dichiarato: «Con il terremoto in corso, ormai non sarò più capo di gabinetto. Quindi non c'è motivo per tenermi ai domiciliari». Di fatto, Cozzani è il primo a gettare la spugna, segno che l'inchiesta sta avendo un impatto significativo sul panorama politico ligure.




