Lorenzo Bertocchi, morto a 13 anni per il morso di una zecca: aperta un’inchiesta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lorenzo Bertocchi, un ragazzino di 13 anni originario di Rezzato, in provincia di Brescia, è morto domenica 9 marzo all’ospedale Gaslini di Genova, dopo un calvario durato oltre un anno e mezzo. La sua storia, che ha scosso l’opinione pubblica, inizia nell’agosto 2023, quando Lorenzo viene punto da una zecca durante una giornata all’aria aperta. Quel morso, apparentemente banale, ha innescato una serie di eventi che lo hanno portato a contrarre la malattia di Lyme, un’infezione batterica subdola e potenzialmente letale, trasmessa proprio da questi parassiti.

La malattia di Lyme, che prende il nome dalla cittadina statunitense dove fu identificata per la prima volta negli anni ’70, è causata dal batterio Borrelia burgdorferi e può manifestarsi con sintomi estremamente vari e debilitanti. Tra questi, disturbi neurologici come artralgie migranti, mialgie, meningiti, polineuriti e miocardite, oltre a complicazioni cardiache come disturbi della conduzione atrio-ventricolare. Nel caso di Lorenzo, i primi segni della patologia sono comparsi gradualmente, ma con il passare dei mesi le sue condizioni sono peggiorate in modo drammatico.

Secondo quanto ricostruito dai genitori, Lorenzo non aveva mai avuto problemi di salute prima del morso della zecca. Tuttavia, da quel momento in poi, la sua vita è stata segnata da ricoveri in almeno quattro ospedali lombardi, dove i medici non sono riusciti a diagnosticare tempestivamente la malattia. I sintomi, inizialmente attribuiti ad altre cause, sono stati sottovalutati, lasciando il ragazzo e la sua famiglia in un limbo di incertezza e sofferenza. Solo quando le sue condizioni sono diventate critiche, Lorenzo è stato trasferito al Gaslini di Genova, dove però non c’è stato più nulla da fare.

La procura di Genova ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, per accertare eventuali responsabilità mediche nella mancata diagnosi e nel trattamento della patologia. L’autopsia disposta dalla pm potrebbe far luce sulle dinamiche che hanno portato alla morte del giovane, ma intanto la vicenda ha riacceso il dibattito sulla necessità di una maggiore sensibilizzazione riguardo alla malattia di Lyme, ancora poco conosciuta in Italia nonostante la sua pericolosità.

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