Irpef verso la Manovra 2027, il nuovo taglio punta al secondo scaglione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ritorno dell'Irpef sui tavoli della legge di bilancio sta diventando una consuetudine autunnale. Anche quest'anno, mentre prende forma la Manovra 2027, il capitolo fiscale si apre con un intervento sul secondo scaglione di reddito, quello che attualmente si estende da 28.000 a 50.000 euro e che il Governo intende allargare fino a 60.000 euro. L'obiettivo dichiarato è completare la revisione avviata con la riforma fiscale, dopo che la manovra precedente si era fermata a metà del guado per mancanza di coperture.

Il nodo delle coperture e le priorità del Governo

La prosecuzione del percorso di riduzione delle imposte sul reddito per il ceto medio resta la stella polare indicata dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il quale ha comunque precisato che «naturalmente sono scelte che dovranno convergere in una sintesi». Il costo dell'operazione, secondo le stime circolate nelle ultime settimane, si aggira intorno ai 2,7 miliardi di euro.

La cifra si aggiunge ai circa 3 miliardi già stanziati per la riduzione dell'aliquota dal 35 al 33 per cento, intervento che ha preso forma con la legge di Bilancio 2026 e che ha prodotto un beneficio massimo di 440 euro annui per i contribuenti con redditi superiori a 28.000 euro.

La proposta di Maurizio Leo e i possibili effetti sui contribuenti

A rilanciare con decisione l'ipotesi di un ampliamento dello scaglione è stato il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, in un'intervista al Corriere della Sera nella quale ha delineato i contorni di un intervento che porterebbe la soglia del secondo scaglione a 60.000 euro. L'impatto sui redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro sarebbe netto: su quella porzione di reddito oggi si applica l'aliquota del 43 per cento, mentre con l'estensione del secondo scaglione si scenderebbe al 33 per cento. Per chi dichiara 60.000 euro o più, il risparmio annuo arriverebbe a 1.000 euro, con un beneficio che si attenua progressivamente scendendo verso la soglia dei 50.000 euro.

Le altre misure allo studio e il quadro della riforma

Nel pacchetto fiscale in preparazione non c'è soltanto la revisione del secondo scaglione. Sul tavolo compare anche una possibile flat tax del 5 per cento sugli aumenti di reddito per i giovani sotto i 35 anni, insieme al mantenimento degli sgravi sulle ristrutturazioni della prima e della seconda casa. Restano poi da confermare la detassazione di alcune voci degli stipendi e il regime agevolato sulle tredicesime, voci che pesano complessivamente circa un miliardo di euro. La struttura dell'imposta, dopo l'intervento del 2026, si articola su tre aliquote: il 23 per cento fino a 28.000 euro, il 33 per cento da 28.000 a 50.000 euro e il 43 per cento oltre i 50.000 euro.

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