Kim Jong-un al cantiere del sottomarino nucleare, mentre a Mosca arriva la lettera per Putin

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nuove immagini, diffuse dall’agenzia di stato nordcoreana, mostrano Kim Jong-un impegnato nell’ispezione del cantiere dove viene assemblato il primo sottomarino a propulsione nucleare del Paese, un mezzo la cui stazza viene indicata in circa ottomilasettecento tonnellate. Il leader, accompagnato da una folta schiera di alti funzionari e ufficiali delle forze armate, ha personalmente sottolineato, durante la visita, la necessità di rafforzare senza indugi la capacità navale strategica nazionale. Questa mossa, secondo le dichiarazioni ufficiali di Pyongyang, si configura come una risposta diretta alle crescenti tensioni con la Corea del Sud e alle recenti decisioni assunte dagli Stati Uniti, decisioni che vengono descritte come una minaccia tangibile alla sicurezza nazionale nordcoreana.

L'alleanza con Mosca si rinsalda

Parallelamente all’accelerazione sul fronte degli armamenti, procede il consolidamento del legame con la Russia, un asse che ormai appare sempre più solido. Kim Jong-un ha inviato al presidente russo Vladimir Putin, definito in una lettera ufficiale “amico carissimo”, un messaggio di auguri per il nuovo anno, nel quale le relazioni tra i due Paesi vengono dipinte con toni marcatamente fraterni. “Noi siamo sempre al fianco del fraterno popolo russo”, ha scritto Kim, aggiungendo che Corea del Nord e Russia hanno condiviso “sangue, vita e morte nella stessa trincea”. L’agenzia Kcna, nel pubblicare il testo, ha riportato la convinzione del leader nordcoreano che “l’alleanza attuale” rappresenti un “prezioso bene comune”, destinato a rafforzarsi ulteriormente nel prossimo futuro.

La produzione bellica accelera verso il 2026

La spinta militarista non si ferma ai cantieri navali, ma investe l’intero comparto missilistico, per il quale sono state impartite direttive precise. Kim Jong-un ha infatti ordinato un significativo potenziamento, insieme a un processo di modernizzazione, della produzione di questo tipo di armamenti, stabilendo come traguardo operativo l’anno 2026. L’obiettivo dichiarato prevede la costruzione di nuove strutture industriali dedicate, un ampliamento che testimonia la volontà di conferire una capacità di fuoco sempre maggiore e più avanzata tecnologicamente al proprio arsenale, in un quadro di costante aumento della tensione regionale.

Un quadro strategico sempre più definito

Le mosse di Pyongyang, pertanto, si articolano su due binari paralleli e sinergici: da un lato lo sviluppo e il potenziamento di sistemi d’arma offensivi di nuova generazione, come il sottomarino nucleare e i missili, dall’altro il rafforzamento dell’alleanza politica e militare con Mosca, un rapporto presentato come indissolubile e fondato su una solidarietà di ferro. Questo duplice approccio, che unisce la forza militare autonoma a un’intesa strategica con una potenza come la Russia, delinea una postura sempre più assertiva sulla scena internazionale, una postura che non accenna a cercare mediazioni ma che, al contrario, punta a consolidare una posizione di deterrenza e di forza.

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