Kim Jong Un spinge sull'acceleratore militare: nel 2026 più missili e un sottomarino nucleare

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre Donald Trump si insedia per un nuovo mandato alla Casa Bianca, cambiando gli equilibri geopolitici globali, Pyongyang compie mosse decise per consolidare la propria postura strategica. Il leader nordcoreano Kim Jong Un, secondo quanto riferito dai media di Stato, ha impartito ordini precisi per una significativa "espansione" e modernizzazione della produzione missilistica nazionale, da realizzarsi già nel corso del 2026. L'obiettivo, non dichiarato ma evidente, è quello di incrementare la capacità industriale bellica attraverso la costruzione di nuovi stabilimenti, al fine di far fronte a quella che viene definita una domanda interna crescente. "Il settore della produzione di missili e proiettili è fondamentale per rafforzare la deterrenza bellica", ha affermato Kim durante una visita ispettiva in una fabbrica di munizioni, un'affermazione che, per quanto schematica, delinea senza ambiguità le priorità del regime.

Un progresso tecnologico manifestato

Questa spinta produttiva, che segue anni di test balistici intensificati – letti dagli analisti sia come una sfida diretta a Stati Uniti e Corea del Sud, sia come fasi di collaudo in vista di eventuali forniture a Mosca –, non si limita alle sole armi di superficie. Parallelamente, infatti, il "regno eremita" ha svelato, con il consueto stile propagandistico, quello che rappresenta un salto qualitativo di enorme portata: il primo sottomarino a propulsione nucleare di fabbricazione nordcoreana. L'agenzia di Stato Kcna ha diffuso immagini che, pur mostrando l'imbarcazione da 8700 tonnellate ancora in un cantiere coperto e quindi non in grado di navigare, ne confermano l'esistenza e gli avanzati stadi di realizzazione. Un sogno, quello di dotarsi di una tale piattaforma strategica, inseguito apertamente da Kim almeno dal 2021, quando ne discusse il raggiungimento in un congresso di partito.

Una linea di successione tra gli scafi

La visita di ispezione al sottomarino, un'enorme unità lanciamissili dalle dimensioni paragonabili a quelle di alcuni battelli d'attacco statunitensi, ha assunto anche un significato dinastico. Accanto al leader, nelle fotografie ufficiali, era presente la figlia Kim Ju-ae, la cui ricorrente comparsa in contesti militari di alto profilo la indica ormai come l'erede designata, gradualmente introdotta nel cuore del complesso industriale-militare che costituisce il pilastro del potere a Pyongyang. La sua presenza, in un momento di tale rilevanza, non è un dettaglio casuale ma un messaggio codificato di continuità, rivolto tanto all'interno quanto agli osservatori esteri.

La deterrenza come unica bussola

Gli annunci e le dimostrazioni di forza, pertanto, si intrecciano in una strategia coerente e di lungo periodo. Kim Jong Un, approvando documenti per la modernizzazione dell'industria bellica, ha di fatto rilanciato lo sviluppo missilistico nazionale per il prossimo quinquennio, rendendo chiaro come la produzione di questi sistemi d'arma rimanga assolutamente centrale per la dottrina di sicurezza del Paese. La visita agli impianti, l'ispezione dei componenti, le direttive per nuovi siti produttivi: tutto concorre a disegnare il quadro di una nazione che, indipendentemente dalle oscillazioni della politica internazionale, punta con determinazione quasi ossessiva al potenziamento delle proprie capacità offensive e difensive, considerandole l'unica vera garanzia di sopravvivenza del regime.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.