Kim Jong-un ribadisce la priorità del contrattacco nucleare per la Corea del Nord

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un discorso trasmesso dall’agenzia di stampa di Stato Kcna, Kim Jong-un ha indicato che la massima priorità strategica della Corea del Nord risiede nella capacità di sferrare un contrattacco nucleare, definendo le forze atomiche come la “colonna portante” della sovranità nazionale. Il leader, che ha incontrato scienziati e alti ufficiali militari, ha sottolineato la necessità di “consolidare e migliorare costantemente lo scudo e la spada nucleare”, ritenuti essenziali per garantire quella che ha chiamato “logica del mantenimento di pace e sicurezza tramite la forza”. Queste affermazioni, che giungono dopo gli allarmi lanciati da Seul sul programma nucleare di Pyongyang, segnano un ulteriore irrigidimento della posizione nordcoreana, ormai definitivamente orientata verso un potenziamento dell’arsenale.

Tensioni regionali e sviluppo missilistico

La fermezza di Kim Jong-un si inserisce in un contesto di crescenti tensioni, alimentate anche dalle recenti dichiarazioni del presidente sudcoreano, il quale ha evidenziato come la Corea del Nord si trovi ormai nelle fasi conclusive dello sviluppo di un missile balistico intercontinentale in grado di colpire il continente americano. Secondo le analisi di Seul, l’unico elemento ancora da perfezionare sarebbe la tecnologia di rientro atmosferico, un tassello cruciale per rendere pienamente operativo un sistema che già oggi rappresenta un fattore di pressione strategica. La comunità internazionale, che osserva con apprensione l’evolversi della situazione, valuta queste mosse come un significativo innalzamento della posta in gioco.

La scorta di uranio arricchito

Parallelamente, le stime fornite dalla Corea del Sud suggeriscono che Pyongyang potrebbe disporre di una scorta di uranio altamente arricchito pari a duemila chilogrammi, una quantità che, se confermata, amplificherebbe notevolmente le preoccupazioni sulla reale portata del programma atomico nordcoreano. La disponibilità di tale materiale, unita allo sviluppo di vettori sempre più avanzati, rende concreta l’ipotesi di un potenziale di deterrenza ormai prossimo alla piena operatività, sebbene permangano degli interrogativi tecnici da risolvere.

Una dottrina nucleare irreversibile

L’enfasi posta da Kim Jong-un sul carattere “irreversibile” del processo di sviluppo nucleare chiude ogni spazio a negoziati per la denuclearizzazione, segnando una netta discontinuità con le trattative del passato. La dottrina della Corea del Nord, che fa perno sulla forza nucleare come garanzia ultima di sicurezza e sovranità, appare così cristallizzata in una posizione che non ammette passi indietro. Questo approccio, del resto, riflette una pianificazione strategica di lungo periodo, tesa a consolidare lo status di potenza nucleare e a influenzare gli equilibri regionali e globali.

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