Addio alle carte d’identità cartacee, Firenze corre ai ripari con un piano straordinario
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Redazione Interno
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La carta d’identità cartacea, quel rettangolo di carta protetto dalla plastica trasparente che per decenni è stato il documento per antonomasia, cambierà per sempre il proprio statuto giuridico a partire dal prossimo 3 agosto. Da quella data, infatti, il vecchio modello non sarà più considerato valido, una circostanza che si verifica indipendentemente dalla scadenza formalmente riportata sul documento stesso. La norma, che di fatto sancisce l’obbligatorietà della carta di identità elettronica, comporta conseguenze pratiche immediate: il documento cartaceo non potrà essere utilizzato né per l’espatrio, in quanto non più rispondente agli standard di sicurezza europei, né per le operazioni di riconoscimento sul territorio nazionale, come del resto è stato precisato dalle autorità competenti.
Il piano del Comune per gestire la transizione
L’amministrazione comunale di Firenze, conscia dell’impatto che questa scadenza avrà su una porzione significativa dei residenti, ha quindi predisposto una serie di misure straordinarie per gestire la transizione ed evitare, per quanto possibile, ingorghi e disagi dell’ultima ora. Gli ultimi rilevamenti, d’altronde, indicano una cifra non trascurabile di persone coinvolte: si parla di circa ventinovemila fiorentini che risultano attualmente in possesso della sola carta cartacea, senza cioè un altro documento alternativo che ne possa supplire le funzioni dopo l’estate. Per venire incontro a questa esigenza, è stato deciso di potenziare il personale dedicato e di ampliare il numero degli sportelli disponibili presso i vari punti anagrafici decentrati sul territorio, oltre a rendere operativo un sistema di prenotazione appositamente studiato per questa procedura.
Una corsa contro il tempo per migliaia di cittadini
La situazione, sebbene monitorata, presenta comunque elementi di criticità data l’ampia platea di interessati e il tempo ormai limitato a disposizione. L’assessora competente, presentando il piano, ha esortato i cittadini a non procrastinare la richiesta, sottolineando i rischi concreti di un’ondata di richieste concentrate nelle settimane immediatamente precedenti la scadenza. Il passaggio alla nuova tipologia di documento, che integra un microchip con informazioni biometrice e di sicurezza avanzate, non è una mera formalità ma un adempimento necessario per poter continuare a compiere senza intoppi una serie di azioni quotidiane, dall’accedere a determinati servizi pubblici al viaggiare all’interno dell’Unione Europea.
Un fenomeno nazionale con numeri rilevanti
Quello che sta accadendo a Firenze, in realtà, non è che un riflesso di un fenomeno che interessa l’intero Paese, dove milioni di persone devono ancora effettuare il passaggio. Altri Comuni, anche di dimensioni più contenute, stanno affrontando la stessa sfida organizzativa; in alcuni casi, come a Bondeno, controlli puntuali negli archivi anagrafici hanno permesso di quantificare con precisione in oltre tremila unità il numero di residenti ancora sprovvisti del nuovo documento. La sostituzione, dunque, si configura come un’operazione di vasta portata che impone una pianificazione attenta da parte degli enti locali e un’adeguata tempestività da parte dei singoli, per evitare che lo scadere del termine trasformi un atto amministrativo in un’emergenza.




