I “Forchettiere Awards” incoronano l’eccellenza toscana, da Incipit a Pistoia ai tesori green di Pomarance

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Firenze ha fatto da cornice, ancora una volta, alla cerimonia di premiazione della sesta edizione dei “Forchettiere Awards”, tenutasi al Teatro del Sale davanti a oltre 150 persone. L’evento, patrocinato da Regione Toscana, Comune di Firenze e Camera di Commercio, ha consegnato i suoi ambiti riconoscimenti delineando una vera e propria mappa del gusto regionale. Sono stati decretati 17 vincitori per altrettante categorie, ai quali si aggiungono sette premi speciali assegnati direttamente dalla redazione della rivista enogastronomica. La serata, condotta da Adriana Tancredi, ha visto la proclamazione dei nomi selezionati tra una cinquina di finalisti; questi ultimi erano emersi da un’accurata selezione operata congiuntamente da una giuria popolare e da un panel tecnico di 55 esperti, che hanno valutato oltre 200 locali in tutta la regione.

L’ascesa di Pistoia e il trionfo della cucina rurale

A spostare l’ago della bilancia della geografia gastronomica regionale ci ha pensato Pistoia, che grazie al ristorante “Incipit” (situato in via Crispi) si è aggiudicata il titolo di “Miglior Ristorante dell’Anno” per la Toscana. Un riconoscimento, questo, che giunge al culmine di un percorso volto a valorizzare l’originalità e la narrazione culinaria, lontana dai canoni più tradizionali. Se il capoluogo pistoiese rappresenta l’innovazione, sono le campagne e i borghi remoti a custodire l’anima più autentica della regione. È lì, tra colline e paesaggi spesso selvaggi, che la rivista ha eletto l’agriturismo “I Colli di Marliano”, situato sulle colline di Lastra a Signa, come migliore cucina agrituristica. Una vittoria arrivata al fotofinish, distanziando di pochissimi voti realtà come “Calevro” in provincia di Massa Carrara e “La Lodola” aretina, celebrando così i sapori della ribollita, dei sughi domenicali e delle ricette “segrete” delle cuoche contadine.

I premi speciali tra green economy e carriere illustri

Tra i sette riconoscimenti speciali, spicca il premio alla carriera conferito a Luca Picchi, figura storica della mixology fiorentina, mentre un’attenzione particolare è stata rivolta alla sostenibilità. A ritirare il premio per la “cucina green”, infatti, sono state Maria Probst e Assunta Pandolfi, le due chef del bio-agriturismo “Il Cerreto” di Pomarance, le quali hanno ricevuto il trofeo per il loro impegno quotidiano nella ristorazione biologica e biodinamica, basata su filiere corte e riduzione degli sprechi. L’annuncio di questa vittoria, va ricordato, era già stato comunicato nello scorso mese di febbraio, ma solo nei giorni scorsi le due professioniste hanno potuto ritirare fisicamente l’ambito premio sul palcoscenico fiorentino.

Una panoramica completa delle eccellenze in vetrina

La kermesse non si è limitata ai soli ristoranti, ma ha abbracciato l’intero comparto del food. A Firenze, tra i vincitori delle categorie cittadine figurano nomi consolidati come Casa Ciabattini (miglior ristorante), Cibrèo (ristorante d’hotel) e Caffè dell’Oro (fine dining). Non sono mancate le sorprese nel settore della pizza, dove i Zanfa Bros si sono aggiudicati il premio, e nella pasticceria, con un ex aequo tra Caffè Lietta e Serafini. Il cocktail bar Rasputin, insieme alla gelateria de’ Medici e all’Antico Trippaio per lo street food, completano il quadro di una regione che, attraverso questi premi, dimostra una vivacità economica e culturale capace di spaziare dalla cucina internazionale del ristorante Dim Sum alla tradizione della trattoria Sostanza.

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