Citazioni inventate dall’AI, il caso Withers cambia il ruolo degli avvocati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il caso Withers sulle citazioni inventate dall’AI ha riportato al centro del dibattito il rapporto tra intelligenza artificiale e responsabilità professionale degli avvocati. La decisione del Northern District of Mississippi nel procedimento Withers v. City of Aberdeen dello scorso 8 giugno non si concentra soltanto sull’uso scorretto degli strumenti generativi, ma ricostruisce il ruolo dei difensori nella verifica degli atti prodotti con il supporto della tecnologia. L’ordinanza evidenzia che il problema principale non riguarda esclusivamente la capacità dell’AI di generare contenuti inesatti, ma la scelta dell’avvocato di sottoscrivere un documento senza aver controllato le informazioni utilizzate.

L’errore delle citazioni generate dall’intelligenza artificiale

La vicenda del caso Withers riguarda il fenomeno delle citazioni giurisprudenziali “allucinate”, cioè riferimenti creati dagli strumenti di intelligenza artificiale senza una corrispondenza verificabile. La decisione del giudice richiama l’attenzione sul fatto che l’utilizzo dell’AI nella professione legale non elimina il dovere di controllo da parte del professionista. Gli strumenti generativi possono essere impiegati per la ricerca giurisprudenziale e per la preparazione di atti e documenti, ma il risultato prodotto deve essere esaminato prima di entrare in un procedimento o diventare parte di un documento firmato.

L’intelligenza artificiale generativa viene infatti utilizzata sempre più negli studi legali perché permette di ridurre i tempi di lavoro e di accedere più rapidamente a contenuti difficili da reperire. La diffusione di questi strumenti ha modificato le modalità operative di molti professionisti, portando nuove possibilità nella gestione delle attività quotidiane. Allo stesso tempo, il caso Withers mostra come l’efficienza offerta dall’AI debba essere accompagnata da procedure di verifica, soprattutto quando le informazioni prodotte riguardano riferimenti giuridici e documenti destinati a essere utilizzati in ambito legale.

L’intelligenza artificiale entra negli studi legali

La crescita dell’utilizzo dell’AI nei team legali è stata particolarmente rapida. Secondo il Rapporto Avvocatura 2026 di Cassa Forense e Censis, in un anno la quota di avvocati che utilizza strumenti basati sull’intelligenza artificiale è passata dal 27,5% al 55,3%. Tra i professionisti con età pari o inferiore a 40 anni, la percentuale arriva al 70,3%, mostrando una diffusione ancora più ampia tra le fasce più giovani della categoria. Questi dati descrivono un cambiamento già in corso nel lavoro degli avvocati, con l’AI sempre più presente nelle attività di ricerca e produzione documentale.

Le ragioni della diffusione dell’intelligenza artificiale negli studi legali sono legate alle possibilità offerte dagli strumenti generativi nella gestione del lavoro. La tecnologia viene considerata un supporto per velocizzare alcune operazioni e per organizzare informazioni che richiederebbero tempi più lunghi attraverso metodi tradizionali. Il caso delle citazioni inventate dall’AI aggiunge però un elemento centrale: l’utilizzo di questi sistemi richiede competenze specifiche e attenzione nella valutazione dei risultati, perché la responsabilità finale resta collegata all’attività del professionista.

Il dibattito negli Stati Uniti sulla nuova professione legale

Negli Stati Uniti la discussione sull’intelligenza artificiale nel settore legale non riguarda soltanto gli studi professionali già operativi, ma coinvolge anche la formazione dei futuri avvocati. Le facoltà di giurisprudenza stanno riflettendo sui cambiamenti introdotti dall’AI insieme a studenti, professori, manager e professionisti del settore. Il confronto riguarda le trasformazioni che potrebbero interessare il lavoro legale nei prossimi anni e il modo in cui le nuove generazioni di avvocati utilizzeranno questi strumenti.

Il caso Withers si inserisce quindi in un contesto più ampio, dove l’intelligenza artificiale viene adottata rapidamente ma richiede nuove modalità di approccio. L’esperienza maturata con le citazioni giurisprudenziali errate generate dall’AI evidenzia l’importanza della verifica umana nei processi professionali. Il cambiamento negli studi legali non viene affrontato attraverso scenari estremi, ma attraverso una riflessione sulle competenze necessarie per integrare strumenti tecnologici sempre più presenti nelle attività quotidiane.

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