Intelligenza artificiale, cresce l’uso globale e la sfida cambia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’intelligenza artificiale è utilizzata regolarmente dal 17,8% degli adulti in età lavorativa a livello globale, una quota che nel primo trimestre del 2026 è aumentata di 1,5 punti percentuali. La diffusione della tecnologia continua a crescere insieme all’intensità con cui viene impiegata, soprattutto nei Paesi dove l’adozione ha già raggiunto livelli elevati. Attualmente ventisei Paesi registrano percentuali di popolazione utilizzatrice di AI superiori al 30%, mostrando una presenza sempre più ampia degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale nelle attività quotidiane e professionali.

La crescita dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale riguarda anche il mondo delle organizzazioni, dove il tema centrale non è più soltanto l’accesso agli strumenti ma la capacità di gestirli in modo strutturato. L’88% delle aziende utilizza già l’AI in almeno una funzione aziendale, mentre circa un terzo ha avviato programmi di scaling organizzato. Le altre realtà si trovano ancora nella fase di sperimentazione attraverso progetti pilota e test, in una fase in cui la differenza tra usare una tecnologia e governarla diventa sempre più rilevante per le strategie aziendali.

L’adozione dell’AI nelle aziende e la sfida della gestione

I dati sulla diffusione dell’intelligenza artificiale mostrano una distanza crescente tra chi utilizza strumenti disponibili e chi costruisce processi capaci di integrarli stabilmente. Le informazioni riportate dall’ultimo McKinsey State of AI, pubblicato nel novembre 2025, evidenziano infatti un utilizzo già esteso dell’AI nelle funzioni aziendali, ma anche una situazione in cui molte organizzazioni stanno ancora definendo modalità operative e programmi di sviluppo. La questione riguarda quindi non soltanto la presenza della tecnologia, ma il modo in cui viene inserita nelle attività e nelle decisioni.

Tra l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e la sua governance esiste una distanza che coinvolge competenze, organizzazione e capacità di trasformare gli strumenti in un elemento stabile del lavoro. La diffusione dei software basati sull’AI rende più semplice iniziare a utilizzare queste soluzioni, ma la gestione dei processi collegati richiede un approccio più strutturato. Le aziende si trovano così davanti alla necessità di distinguere tra l’impiego immediato di capacità già disponibili e la costruzione di competenze interne in grado di sostenere un utilizzo continuativo.

Come l’intelligenza artificiale sta cambiando lavoro e competenze

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro non si traduce soltanto nella sostituzione delle attività umane, ma in un cambiamento di competenze, mansioni e retribuzioni. La tecnologia sta ridisegnando il mercato occupazionale e creando una frattura tra chi aggiorna le proprie capacità e chi rischia di rimanere distante dai nuovi strumenti. Questo cambiamento coinvolge anche scuola, università e formazione continua, chiamate a confrontarsi con nuove esigenze legate alle competenze digitali e all’utilizzo dell’AI.

Secondo il Global AI Jobs Barometer 2026 di PwC, realizzato analizzando un miliardo di annunci di lavoro, il premio salariale per chi possiede competenze nell’intelligenza artificiale è salito al 62%, rispetto al 57% dell’anno precedente. Il dato evidenzia il valore crescente attribuito alle capacità legate all’AI nel mercato del lavoro. L’evoluzione della tecnologia modifica quindi il rapporto tra persone e strumenti digitali, spostando l’attenzione sulle competenze necessarie per lavorare insieme ai sistemi basati sull’intelligenza artificiale.

Negli ultimi anni il dibattito sull’intelligenza artificiale è stato spesso concentrato sull’ipotesi di una sostituzione rapida del lavoro umano da parte degli algoritmi. Questa previsione ha alimentato sia aspettative positive legate all’innovazione sia timori sulla riduzione dei posti di lavoro. I dati sulla diffusione dell’AI e sull’aumento del valore delle competenze specifiche mostrano invece un quadro in cui la tecnologia sta modificando attività e ruoli, mentre il rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale continua a evolvere.

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