Torino-Verona, le scelte ufficiali: Casadei titolare, Orban in panchina e Simeone guida l'attacco granata

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trentaduesima giornata di Serie A, quella che si è aperta ieri sera all’Olimpico con la vittoria per 3-0 della Roma sul Pisa – firmata dalla prima tripletta stagionale di Donyell Malen – propone nel pomeriggio delle 15 due sfide contemporanee: Cagliari-Cremonese e, appunto, il confronto tra Torino e Hellas Verona. Allo stadio Olimpico Grande Torino, i granata di Roberto D’Aversa ospitano gli scaligeri di Paolo Sammarco in un match che, per i padroni di casa, rappresenta l’occasione per consolidare una posizione di metà classifica, mentre per gli ospiti si consuma l’ennesimo atto di una stagione fin qui tormentata. D’Aversa, come da prassi, schiera la sua squadra con un modulo 3-4-1-2: davanti a Paleari, la linea difensiva è composta da Coco, Ismajli ed Ebosse. A centrocampo, sulla fascia destra agisce Pedersen, mentre sulla sinistra spazio a Obrador; la mediana è affidata alla coppia formata da Casadei – ecco la novità, dal primo minuto – e Gineitis. Sulla trequarti opera Vlasic, a supporto della coppia d’attacco composta da Simeone e Adams.

Le scelte di Sammarco e l’assenza pesante in attacco

Dall’altra parte, Paolo Sammarco deve fare i conti con una classifica che parla chiaro: il Verona è ormai sprofondato nelle zone calde, e la salvezza appare un miraggio. L’allenatore sceglie un 3-5-2 speculare, affidandosi a Montipò tra i pali. La retroguardia è formata da Nelsson, Edmundsson e Frese. A centrocampo, largo a Oyegoke, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede e Belghali. La vera notizia, però, è quella che riguarda il reparto offensivo: Orban, atteso da molti come possibile punto di svolta, non è nella formazione titolare. Parte dalla panchina, mentre Sammarco lancia dal primo minuto la coppia Harroui-Bowie. Una scelta che tradisce forse le attese della vigilia, ma che l’allenatore motiverà con la necessità di trovare equilibrio e sacrificio. Nel corso della partita, il Verona ha comunque colto una traversa con Gagliardini, segnale di un piglio non del tutto arrendevole, prima del vantaggio granata firmato da Simeone.

Un primo tempo equilibrato e il gol che spezza l’inerzia

La cronaca del primo tempo – quello che ha preceduto il momentaneo 1-0 – ha raccontato di un Torino volenteroso ma poco lucido negli ultimi sedici metri, e di un Verona che, pur con i limiti tecnici che lo hanno contraddistinto per gran parte della stagione, ha cercato di non disunirsi. L’episodio che ha cambiato il volto della partita porta la firma di Simeone: l’attaccante argentino, schierato titolare nonostante le voci di un possibile turnover, ha raccolto al meglio un suggerimento nella metà campo avversaria, siglando il gol del vantaggio. Nulla a che vedere, per capirci, con le dinamiche della gara Roma-Pisa, dove il punteggio si era già sbloccato in maniera netta. Per il Verona, il resto del primo tempo è stato un susseguirsi di rincorse e di palloni recuperati con fatica, senza però riuscire a impensierire seriamente Paleari. La traversa colta da Gagliardini è rimasta l’unico vero brivido per la difesa granata.

Il contesto della giornata e le formazioni della 32ª giornata

L’arbitro designato per Torino-Verona è Kevin Bonacina, della sezione di Serie A. La partita, va ricordato, rientra nel novero degli impegni delle 15 insieme a Cagliari-Cremonese. Nel secondo dei due match, va segnalato che Orban – come già detto – siederà in panchina, mentre in casa granata la sorpresa Casadei ha preso il posto che molti pronostici assegnavano ad altri centrocampisti. Le panchine, lunghe e piene di opzioni per entrambi gli allenatori, includono per il Torino: Israel, Siviero, Prati, Ilkhan, Ilic, Maripan, Anjorin, Kulenovic, Lazaro, Biraghi, Marianucci, Tameze, Nije. Per il Verona, a disposizione: Perilli, Toniolo, Valentini, Sarr, Bradaric, Lirola, Orban, Slotsager, Mosquera, Niasse, Isaac, Fallou, Ajayi, Al-Musrati. La giornata di Serie A, dopo l’anticipo di ieri e questi match pomeridiani, proseguirà con altri impegni serali. Per l’Hellas, quello che si prospetta è un finale di stagione da onorare più per dignità che per obiettivi concreti, come suggerito dall’andamento di una partita che li vede ora in svantaggio.

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