Cattura del capo del narcotraffico El Mayo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Ismael “El Mayo” Zambada, il superboss del narcotraffico, è stato arrestato in Texas, a El Paso, in uno dei maggiori colpi inferti al narcotraffico negli ultimi anni. La notizia è stata rivelata dal New York Times, che cita due fonti delle forze dell'ordine statunitensi.
Il tradimento
Secondo le rivelazioni, Zambada è stato tradito da Joaquin Guzman Lopez, figlio di “El Chapo” Guzmán. Guzman Lopez avrebbe convinto Zambada a intraprendere un viaggio in aereo privato con la promessa di mostrargli un terreno. Tuttavia, Zambada credeva che la destinazione fosse in Messico e non negli Stati Uniti.
La versione del legale
Frank Perez, l'avvocato texano di Zambada, ha rilasciato una dichiarazione pubblica in cui sostiene che il suo cliente è stato rapito. Secondo Perez, Zambada doveva incontrare una persona di prima mattina, ma all'appuntamento si sarebbe presentato Joaquin insieme ad un gruppo di almeno sei persone vestiti da «militari».
Ascesa e caduta di El Mayo
El Mayo, l'ultimo re del cartello di Sinaloa, è caduto. Era l'unico tra i fondatori del Cartello di Sinaloa ancora vivo e a piede libero. La sua leggenda, piena di misteri, è durata mezzo secolo. L'ultimo dei quali è legato al suo arresto: la giustizia americana e la Dea esaltano il lavoro investigativo degli ultimi sei mesi, negano che si sia consegnato o abbia trattato la resa. Ma restano i dubbi.
L'arresto
Ismael «El Mayo» Zambada García, il 76enne capo dei capi del cartello di Sinaloa, è stato arrestato l'altroieri insieme a un figlio del Chapo Guzmán dagli agenti dell'Amministrazione federale antidroga, la Dea. La notizia è stata data per prima dalla redazione di Tijuana del settimanale messicano Zeta, informata da Funzionari del Dipartimento di Stato americano. Per le autorità Usa si è trattato di un arresto, anche se El Mayo si sarebbe consegnato dopo un accordo, poco dopo le 14 di giovedì, quando in Italia erano già passate le 23.




