Cuba, i cento anni di Fidel e la riapparizione in pubblico di Raul Castro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A nulla sono serviti, a quanto pare, i famosi 638 tentativi di assassinio attribuiti alla CIA dall'ex capo della sicurezza cubana Fabián Escalante; Fidel Castro, il Líder Máximo, ha vissuto fino a 90 anni e ora riposa nel cimitero di Santa Ifigenia, a Santiago de Cuba, all'interno di una grande roccia di granito grigio.

Se non fosse morto il 25 novembre 2016, quasi dieci anni fa, il 13 agosto avrebbe compiuto cento anni e, proprio intorno a questa data, l'isola ha vissuto giorni di intense celebrazioni tra discorsi ufficiali, manifestazioni culturali e la tanto attesa riapparizione in pubblico di suo fratello Raul, che da mesi non si faceva vedere.

L'evento al Karl Marx e la standing ovation per Raul

Il momento clou dei festeggiamenti per il centenario della nascita di Fidel Castro è coinciso con il ritorno sulla scena pubblica di suo fratello, Raul Castro, che ha scelto il Teatro Karl Marx dell'Avana per la sua più importante apparizione dopo diversi mesi di assenza.

L'ex presidente cubano, oggi 95enne, ha fatto il suo ingresso nella sala indossando l'uniforme militare, come raccontano le testimonianze arrivate dall'isola, scatenando una standing ovation da parte del pubblico che ha gremito il teatro; con un gesto che ha messo fine a settimane di indiscrezioni e speculazioni sulle sue condizioni di salute, Raul si è poi accomodato accanto a Dalia Soto del Valle, la vedova di Fidel, seguendo le cerimonie ufficiali.

La sua presenza, che mancava dagli eventi pubblici da più di due mesi, ha rappresentato un momento di forte carica simbolica in una fase storica particolarmente delicata per Cuba, segnata da una profonda crisi economica e sociale e dalle rinnovate tensioni con gli Stati Uniti; le ultime apparizioni del 95enne risalivano a giugno, durante un evento al ministero dell'Interno, e al primo maggio, quando si era recato davanti all'ambasciata americana all'Avana, mentre la sua assenza alla commemorazione del 73mo anniversario della Rivoluzione del 26 luglio aveva alimentato le voci di un suo

Possibile peggioramento fisico.

Il discorso di Díaz-Canel: tra eredità e sfide future

Alla cerimonia ha preso parte anche l'attuale presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, che ha tenuto un discorso incentrato sulla figura del Líder Máximo, esaltandone la lotta anti-imperialista e il lascito ideologico in un momento in cui l'isola è chiamata a fare i conti con le difficoltà del presente. "Essere seguace di Fidel non è professare una fede cieca. È un atteggiamento onorevole nei confronti della vita.

Significa definirci come combattenti permanenti anti-imperialisti e contro tutte le ingiustizie del mondo", ha dichiarato Díaz-Canel, rivolgendosi ai delegati della Conferenza internazionale sulla "eredità e il futuro" dell'opera di Fidel Castro, che ha portato all'Avana circa 1.500 partecipanti provenienti da 63 paesi diversi.

Il presidente cubano ha colto l'occasione per denunciare le difficoltà imposte dal blocco economico e dall'ostilità imperialista di Washington, parlando della crisi sistemica del capitalismo e ricordando ai presenti che salvare la Rivoluzione cubana rappresenta la maggiore sfida per la loro generazione, in un contesto globale segnato dal ritorno delle pratiche maccartiste e da un complesso scenario internazionale.

L'eredità di Fidel tra celebrazioni e propaganda

Le celebrazioni per il centenario, che hanno ufficialmente battezzato il 2026 come "Anno del Centenario del Comandante in Jefe", non si sono limitate ai discorsi ufficiali, ma hanno investito capillarmente tutti gli ambiti della vita quotidiana dell'isola, in un'operazione di propaganda che ha coinvolto anche le nuove generazioni.

A Holguín, ad esempio, sono state organizzate attività con cento piñatas dedicate ai bambini, con l'intento dichiarato di mantenere vivo il lascito di Fidel e di trasmettere i suoi ideali anche ai più piccoli, mentre in tutto il paese sono stati allestiti eventi sportivi e culturali che hanno visto la partecipazione di giovani, atleti e famiglie.

Le celebrazioni, che hanno visto la partecipazione e i messaggi di solidarietà da tutto il mondo, hanno rappresentato un momento di unità per il partito e per il governo, che hanno cercato di trasformare l'anniversario in un'occasione per rinsaldare il consenso popolare attorno alla figura del Líder Máximo, in un periodo in cui la crisi economica e le difficoltà quotidiane mettono a dura prova la tenuta sociale del paese.

Il ruolo di Raul e le ombre del passato

Sebbene Raul Castro non ricopra più alcuna carica ufficiale nel governo o nel partito da quando ha ceduto la guida nel 2021, la sua riapparizione al Teatro Karl Marx ha confermato che mantiene ancora un ruolo centrale nelle decisioni politiche e nella leadership delle forze armate, soprattutto in una fase di crisi come quella attuale.

L'ex presidente, il cui nome è ancora legato a vicende giudiziarie delicate come l'accusa da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per l'abbattimento, nel 1996, di due aerei che trasportavano aiuti umanitari ai migranti, ha scelto così di mostrarsi in pubblico per onorare la memoria del fratello, spegnendo le voci che si erano rincorse nelle ultime settimane sulla sua salute e riaffermando, con la sola presenza fisica, la continuità storica del regime cubano oltre la figura carismatica di Fidel.

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