Bonus decoder 2026, voucher fino a 70 euro per il tv: domande al via (quando) sul portale del Mimit

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha definito le linee guida – sebbene manchino ancora alcuni provvedimenti attuativi fondamentali, come la data esatta del via libera – per il nuovo "bonus decoder", un contributo economico che, simile per meccanismi al celebre "bonus elettrodomestici", si tradurrà in una riduzione diretta del prezzo d’acquisto per i cittadini.

L’agevolazione, nata per accompagnare l’adeguamento degli impianti televisivi ai moderni standard di trasmissione (DVB-T2/HEVC e DVB-S2), consente a chi possiede televisori più datati – quelli acquistati prima del dicembre 2018, per intenderci – di continuare a utilizzarli senza dover necessariamente sostituire l’intero schermo, ma semplicemente aggiornando la “scatola” che decodifica il segnale.

Come funziona la richiesta e gli importi previsti

L’iter per ottenere il beneficio, va detto, sarà interamente digitale e ricalcherà le procedure già sperimentate in passato: una volta compilato il form online e inviata l’istanza in via telematica, sarà il sistema automatico a verificare il possesso dei requisiti. Se l’esito è positivo, il portale emetterà un voucher (un codice alfanumerico) da spendere direttamente nei negozi fisici o online che aderiscono all’iniziativa governativa.

Per quanto riguarda i massimali, la misura prevede un tetto specifico: si arriva fino a 30 euro per i decoder standard del digitale terrestre, mentre la cifra sale fino a 70 euro per i dispositivi satellitari; in nessun caso, comunque, lo sconto potrà superare il 70% del prezzo finale del prodotto esposto in vetrina.

Fondo da 30 milioni e regole per l’accesso

A copertura dell’intera operazione – e questo è un dettaglio cruciale per chi spera di ottenere il voucher – sono stati stanziati circa 30 milioni di euro, di cui la stragrande maggioranza (28,8 milioni) destinata direttamente agli sconti per i cittadini e una piccola parte trattenuta per la gestione tecnica delle piattaforme (PagoPa e Invitalia).

Attenzione, però, perché i fondi non sono infiniti: il contributo verrà erogato seguendo l’ordine cronologico di arrivo delle domande, il classico meccanismo del “chi prima arriva meglio alloggia”, e le richieste rimarranno aperte fino al totale esaurimento delle risorse disponibili. Per poter presentare domanda – aspetto non secondario – è necessario essere maggiorenni e, requisito vincolante, risultare in regola con il pagamento del canone Rai; ogni nucleo familiare, inoltre, può ottenere un solo voucher.

La piattaforma e gli step tecnici da seguire

Per effettuare la richiesta, i cittadini dovranno accedere alla piattaforma informatica denominata “Pari”, gestita da PagoPa, la stessa infrastruttura tecnologica già utilizzata per altre agevolazioni statali; l’accesso è consentito sia tramite l’applicazione mobile “Io” (ormai familiare a molti utenti per i servizi della Pubblica Amministrazione) sia attraverso il portale web dedicato, autenticandosi con le credenziali SPID o con la Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Una volta dentro, il sistema interroga in automatico le banche dati pubbliche – incrociando l’Anagrafe Nazionale e i dati dell’Agenzia delle Entrate – per verificare la situazione del canone e la composizione del nucleo familiare. Superati questi controlli, il voucher viene rilasciato immediatamente, sebbene abbia una validità temporale limitata (ancora da definire con precisione nei decreti attuativi): se non lo si utilizza entro quella scadenza, i soldi tornano a disposizione del Fondo per altri utenti.

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