Borsa, Milano chiude a 1,29%: il tech trascina il Ftse Mib sopra i 52.100 punti
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Redazione Economia
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La seduta odierna di Piazza Affari si è chiusa con un deciso progresso per l'indice principale, che ha archiviato le contrattazioni a 52.104 punti, segnando un rialzo dell'1,29% rispetto alla vigilia. Il Ftse Mib, il paniere che raggruppa le principali blue chip quotate a Milano ovvero i titoli delle maggiori società italiane per capitalizzazione e liquidità, ha così invertito la rotta rispetto alle ultime sedute, trovando slancio in un contesto europeo positivamente orientato e in scia al rimbalzo del comparto tecnologico statunitense.
La spinta del tech e il rimbalzo del Nasdaq
A fare da traino alla riscossa del listino milanese è stato, in larga parte, l'effetto contagio proveniente da Wall Street dove il Nasdaq ha messo a segno un balzo che non si vedeva da tempo, alimentato dalla corsa di alcuni big della tecnologia. In particolare, l'exploit di Microsoft che ha guadagnato oltre il 15% in una sola giornata ha ridato fiducia agli investitori, i quali sembrano aver momentaneamente accantonato i timori di una bolla speculativa nel settore dell'intelligenza artificiale.
Questo sentiment positivo si è riversato sui mercati europei, che dopo un'avvio interlocutorio hanno accelerato la marcia nella seconda parte della sessione, chiudendo con rialzi ampiamente sopra l'1%. La Borsa di Milano ha seguito questa corrente, allineandosi alle performance di Parigi e Francoforte, mentre Londra ha addirittura toccato nuovi massimi storici.
Macro e trimestrali: il quadro della giornata
Gli operatori hanno avuto modo di digerire una serie di dati macroeconomici di rilievo, a partire dal Pil dell'area euro che nel secondo trimestre è aumentato dello 0,4% su base congiunturale, un risultato migliore delle attese che erano ferme a un +0,2%. Un dato che ha fornito un ulteriore sostegno alla fiducia, confermando una tenuta dell'economia del vecchio continente al di là delle previsioni più caute.
Sul fronte statunitense, invece, il Prodotto Interno Lordo è cresciuto a un tasso annualizzato dell'1,5% sempre nel secondo trimestre, un numero che ha contribuito a delineare un quadro di rallentamento graduale, tale da non mettere pressione sulla Federal Reserve in vista delle prossime mosse sui tassi di interesse. Nel frattempo, l'inflazione americana ha mostrato segnali di rallentamento, mentre la Banca d'Inghilterra ha lasciato invariati i tassi di interesse, una decisione che ha favorito il raggiungimento dei massimi storici per la piazza londinese.
La giornata dei singoli titoli e lo spread
All'interno del paniere milanese, le performance sono state differenziate: da un lato Stmicroelectronics ha registrato un deciso balzo in avanti, beneficiando appieno dell'onda lunga del rally tecnologico, mentre il comparto bancario ha mostrato una buona tenuta e Prysmian ha viaggiato su livelli positivi. Sul versante opposto, invece, Stellantis ha accusato un forte calo, segnando la peggiore performance tra i titoli pesanti di Piazza Affari.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund ha subito una flessione, portandosi a 80 punti, con il rendimento del decennale italiano che è sceso al 3,96%, in un contesto di generale distensione sui mercati del debito sovrano. La seduta, insomma, ha restituito un quadro di rinnovato ottimismo, alimentato dalla combinazione tra risultati aziendali migliori del previsto e una lettura positiva dei fondamentali macro, che ha permesso al Ftse Mib di archiviare la giornata con un progresso consistente e ben distribuito sui principali comparti.
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