Tim vola in Borsa ai massimi dal 2019, mentre il governo accelera il cantiere del piano
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Redazione Economia
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Le azioni di Telecom Italia, che molti continuano a chiamare con il vecchio acronimo Tim, hanno compiuto una rimonta impensabile solo pochi mesi fa, raggiungendo quotazioni che non si vedevano dalla fine del 2019. Un balzo, questo, che diventa ancor più significativo se paragonato all’andamento poco brillante del listino principale di Piazza Affari, il FTSE MIB, il quale dall’inizio dell’anno ha registrato progressi di entità marginale. L’ex monopolista delle telecomunicazioni, invece, ha segnato un guadagno superiore all’11% da gennaio e, fatto ancor più eclatante, un apprezzamento di circa il 200% da quando il governo guidato da Giorgia Meloni si è insediato a Palazzo Chigi. Una correlazione temporale che gli analisti finanziari non considerano affatto casuale, interpretandola piuttosto come la risposta del mercato a precise scelte strategiche che hanno riguardato da vicino le sorti della società.
Il rally e i fattori scatenanti
Lo slancio del titolo, che ha sorpreso non pochi osservatori, è stato alimentato da una combinazione di elementi. In primo luogo, i conti dell’ultimo trimestre hanno mostrato dati migliori delle attese, accendendo le scommesse degli investitori sulla tenuta del percorso di risanamento. A questo si è aggiunta l’operazione relativa alle azioni di risparmio, il cui esito appare ormai scontato in virtù della sua convenienza economica. L’assemblea convocata per il 28 gennaio dovrà deliberare sulla conversione di queste ultime in ordinarie, offrendo inizialmente un rapporto di uno a uno più un conguaglio in contanti di 0,12 euro per ogni azione di risparmio, importo che, in una seconda fase, si ridurrebbe a 0,04 euro. Una mossa, questa, che mira a semplificare la struttura del capitale sociale e che il mercato ha evidentemente gradito.
Il riassetto interno dei comitati
Parallelamente all’accelerazione in Borsa, il consiglio di amministrazione guidato dalla presidente Alberta Figari e dall’amministratore delegato Pietro Labriola ha proceduto a riorganizzare i propri organismi interni, aggiornando la composizione dei comitati Nomine e remunerazioni e Parti correlate. L’occasione è stata fornita dalle dimissioni di Umberto Paolucci, il cui posto è stato preso da Lorenzo Cavalaglio. Quest’ultimo, un avvocato cooptato nel board come amministratore indipendente nello scorso dicembre, è dunque entrato a far parte del primo comitato, in un momento di cruciale definizione degli assetti societari.
La spinta sul mobile e sul cloud
Sullo sfondo di queste mosse finanziarie e rate, il gruppo telecomunicazioni prosegue nell’attuazione del suo piano industriale, concentrando risorse ed energie su settori considerati chiave per la crescita futura. Il mobile e i servizi cloud rappresentano, in questa fase, i pilastri su cui si intende costruire la ripresa, cercando di intercettare la domanda di connettività e di infrastrutture digitali. Un cantiere, quello del piano, che rimane aperto e il cui sviluppo continuerà a essere monitorato con grande attenzione dagli azionisti, i quali hanno già premiato con gli acquisti in Borsa i primi segnali di un possibile cambiamento di rotta.




