Carburanti, il taglio delle accise non basta: benzina e gasolio sopra i 2 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'effetto del taglio delle accise, entrato in vigore solo lunedì scorso con l'impegno di 125 milioni di euro da parte del governo per calmierare il costo del gasolio fino al prossimo 6 agosto, sembra già esaurito, se non addirittura evaporato; la misura, che prevedeva uno sconto di 17,2 centesimi al litro, non si è tradotta in un reale beneficio per gli automobilisti, i quali, anzi, si trovano a fare i conti con un nuovo e pesante rincaro.

La benzina ha infatti sfondato il tetto psicologico dei 2 euro al litro, mentre il gasolio continua imperterrito la sua corsa al rialzo, alimentando un clima di frustrazione e preoccupazione tra i consumatori, che vedono vanificarsi sul nascere qualsiasi tentativo di alleggerire il peso delle bollette alla pompa.

Prezzi in Trentino e la corsa al rialzo

Se si guardano i dati rilevati ieri in Trentino, il quadro appare decisamente critico: il prezzo medio del gasolio in modalità self service ha raggiunto quota 2.086 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 2.002 euro al litro. Numeri che raccontano una realtà ben diversa dalle speranze suscitate dall'ultimo decreto governativo, e che restituiscono l'idea di un'emergenza economica che non accenna a placarsi.

L'ottimismo delle prime ore, insomma, è durato lo spazio di un attimo, e adesso il caro carburanti si abbatte con violenza su tutte le tipologie di prodotto, lasciando gli automobilisti in balia di un'impennata che sembra non conoscere soste, complice anche il traffico intenso dei villeggianti che in questo primo weekend di agosto si mettono in viaggio per raggiungere le località di vacanza.

Lo sconto che non arriva alla pompa

L'allarme era stato già lanciato da alcune testate giornalistiche nei giorni scorsi, le quali avevano evidenziato come, dei 14 centesimi di sconto che la manovra sulle accise avrebbe dovuto garantire per frenare la corsa al rialzo dei prezzi, meno di 11 centesimi arrivassero effettivamente alla pompa. Un meccanismo che di fatto riduce l'impatto del provvedimento governativo, vanificando lo sforzo economico messo in campo dall'esecutivo per tamponare un'emergenza che, di fatto, sta mettendo in ginocchio le tasche delle famiglie italiane.

Il ministero delle Imprese, attraverso gli ultimi dati diffusi dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, conferma purtroppo questa tendenza: sabato primo agosto, lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio della benzina in modalità self service ha toccato 1.998 euro al litro, mentre il gasolio self è arrivato a 2.092 euro al litro, segnando una sostanziale continuità con i picchi registrati nei giorni precedenti e dimostrando come la corsa al rialzo sia ancora in pieno svolgimento.

Il fronte fiscale e le dichiarazioni di Salvini

In un contesto così infuocato, il dibattito politico si riaccende inevitabilmente sul fronte fiscale, con il vicepremier Matteo Salvini che torna a tuonare contro le tasse, riaprendo un fronte che gli è particolarmente caro.

Nel corso della tradizionale festa della Lega che si tiene a Cervia, sotto la torre di San Michele, il leader del Carroccio è arrivato in bicicletta con la fidanzata Francesca Verdini in un luogo che, nell'immaginario collettivo, è stato completamente travolto dal ricordo del Papeete, la celebre disco beach che divenne la location delle conferenze stampa dell'allora ministro dell'Interno.

«Non ci hanno votato per tassare gli italiani», ha tuonato Salvini, che ha rilanciato l'idea secondo cui a pagare il conto del caro energia e dei rincari dovrebbero essere le banche e non i cittadini, riaccendendo così i riflettori su una polemica destinata ad animare il dibattito politico nelle prossime settimane.

Un argomento, quello delle accise e del costo dei carburanti, che tocca nel vivo la quotidianità degli automobilisti e che rischia di diventare una delle principali spine nel fianco dell'esecutivo, impegnato a trovare soluzioni efficaci per arginare un'emergenza che non accenna a diminuire la sua pressione sulle famiglie.

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