Piazza Italia, un finanziamento da sei banche per il rilancio e duecento nuovi negozi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un maxi-finanziamento, orchestrato da UniCredit in qualità di capofila e coordinatrice insieme a un pool di altre cinque istituzioni creditizie, segna l'inizio di una nuova fase espansiva per Alma-Piazza Italia, il gruppo di pronto moda fondato a Napoli nel 1993. L'operazione, il cui valore complessivo non è stato divulgato, si articola in due componenti distinte: un prestito a termine è stato concesso a LB Holding, la società cassaforte di Luigi Bernardo, per l'acquisizione della quota paritetica che apparteneva al fratello Antonio, portando così Luigi Bernardo al cento per cento del capitale; alla stessa insegna, inoltre, è stata dedicata una linea di credito supplementare, una cosiddetta back-up facility, concepita per sostenere le prossime mosse del gruppo. Questo passaggio, che sancisce un family buy out, non rappresenta soltanto una transazione finanziaria ma il presupposto per un ambizioso piano industriale che punta a riportare in primo piano il brand della moda accessibile.

Il piano: mille assunzioni e una filiera più sostenibile

La crescita, che si declina su tre assi principali – industriale, occupazionale e internazionale – prevede l'apertura di duecento nuovi punti vendita entro il 2030, sia sul territorio nazionale che in mercati esteri selezionati come i Balcani, il Medio Oriente e il Sud America. A questo si accompagna un piano di assunzioni di notevole portata, che mira a creare mille nuovi posti di lavoro, consolidando il ruolo del gruppo come realtà imprenditoriale di riferimento. Parallelamente, viene annunciato un impegno concreto verso una filiera più sostenibile, sebbene i dettagli operativi di questo indirizzo non siano stati ancora completamente delineati, un elemento che rispecchia una tendenza ormai imprescindibile per il settore.

Nola diventa il polo strategico per le operazioni digitali e internazionali

La ripartenza ha un suo centro geografico preciso, che non è una sede qualsiasi ma un luogo simbolico: Nola, in provincia di Napoli. Da qui, dove la storia del gruppo ha avuto inizio, si svilupperà la nuova fase. La sede campana, infatti, verrà trasformata in un hub strategico di primaria importanza, concentrando al suo interno le funzioni più dinamiche e proiettate verso il futuro. A Nola, pertanto, troveranno casa le attività legate al digital, alle retail operations, alla supply chain e allo sviluppo internazionale, diventando il cuore pulsante da cui verrà gestita un'organizzazione che conta attualmente 342 negozi, sparsi tra Italia e estero.

Il pool bancario che sostiene la crescita del made in Italy

La solidità del progetto di rilancio è testimoniata dalla fiducia accordata da un consorzio bancario di primo piano. Al fianco di UniCredit, infatti, operano come mandated lead arrangers BNL-BNP Paribas e Banca Monte dei Paschi di Siena, mentre Cassa Depositi e Prestiti, Mediocredito Centrale e Banco di Desio partecipano in veste di lead arrangers. Questo sostegno finanziario così ampio e articolato non finanzia soltanto un'operazione societaria ma scommette sulla capacità di un brand del made in Italy di crescere e competere su scala globale, puntando su un modello di business che unisce l'accessibilità dei prezzi a una rinnovata attenzione per la sostenibilità e l'innovazione digitale.

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