Malore per Ferguson a Old Trafford, il leggendario ex tecnico dello United portato in ospedale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il boato che di solito accoglie l’ingresso in campo delle squadre per il riscaldamento, a pochi minuti dal calcio d’inizio di Manchester United-Liverpool, si è trasformato in un silenzio carico di apprensione. Sir Alex Ferguson, il costruttore dell’epopea moderna dei Red Devils, aveva raggiunto il suo posto nel cuore dello stadio per assistere all’ennesimo capitolo di questa rivalità senza tempo. Ed è stato proprio in quegli istanti, mentre i giocatori iniziavano a scaldare i muscoli sul prato verde dell’Old Trafford, che il tecnico scozzese – 84 anni compiuti da poco – ha accusato un improvviso malore nei pressi del tunnel centrale e delle aree direzionali. L’allarme è scattato immediato, con i servizi medici d’urgenza dell’impianto che hanno raggiunto la zona della Stretford End per prestare le prime cure a colui che ha vinto 13 titoli di Premier League e due Coppe dei Campioni.

Nessuna emergenza ma tanto ottimismo: il ricovero come misura precauzionale

Secondo le informazioni raccolte e diffuse da fonti vicine al club, nonché dai media britannici come la Bbc e Sky Sports, il trasporto in ambulanza verso un nosocomio di Manchester – avvenuto circa un’ora prima del fischio d’inizio – non è stato dettato da una situazione di pericolo immediato, ma rientra piuttosto in una procedura di stretta osservazione clinica. Nel dettaglio, l’ex allenatore non ha mai perso conoscenza durante il tragitto, dimostrando un livello di lucidità che ha subito rassicurato i paramedici; del resto, lo stesso Ferguson è stato visto seduto all’interno del mezzo di soccorso mentre lasciava il “Theatre of Dreams”. Il Manchester United, attraverso i propri canali informali, ha fatto trapelare un moderato ottimismo circa la rapidità della ripresa: si trattava insomma di un malessere gestito con la massima prudenza, vista l’età del diretto interessato e la sua complessa storia clinica.

Un precedente pesante: l’emorragia cerebrale del 2018 e la resilienza dello “scozzese”

Non si può, in questo frangente, ignorare il peso specifico del passato sanitario di Sir Alex: nel maggio del 2018, lo stesso Ferguson fu colpito da un’emorragia cerebrale improvvisa che lo portò a un intervento chirurgico d’urgenza e a settimane di terapia intensiva; i medici, in quella tragica circostanza, gli avevano assegnato solo il 20% di probabilità di sopravvivenza. La sua miracolosa guarigione divenne un simbolo di tenacia, a testimonianza di un carattere forgiato sui campi di calcio di tutta la Gran Bretagna. A distanza di otto anni, anche se è inevitabile che molti tifosi riaccendano la memoria su quell’incubo, al momento le fonti che hanno aggiornato sulla vicenda non hanno stabilito alcun nesso diretto tra il malessere di oggi e l’ictus che lo aveva colpito in passato. Quanto accaduto sembra quindi configurarsi come un episodio autonomo, circoscritto e fortunatamente privo degli estremi della drammaticità che contraddistinse la primavera del 2018.

L’assenza di un comunicato ufficiale e il contorno di una sfida cruciale

Mentre il match, fondamentale per la corsa alla qualificazione in Champions League (con i Red Devils chiamati a difendere la terza posizione in classifica contro i rivali del Liverpool), prendeva il suo corso senza il suo più illustre spettatore, la dirigenza dello United ha mantenuto un profilo rigorosamente basso, astenendosi dal rilasciare dichiarazioni ufficiali immediate sullo stato di salute dell’ex tecnico. Non si è trattato però di un mistero totale: fonti come il Mail Online hanno confermato che Sir Alex era vigile e collaborativo, lasciando intendere che la degenza, per quanto necessaria, dovrebbe essere piuttosto breve. L’episodio, sebbene abbia gettato un’ombra sui preparativi della partita, non ha comunque alterato l’ordinaria amministrazione della sfida, proseguita regolarmente tra le mura di un impianto che Ferguson ha contribuito a rendere un tempio del calcio mondiale in oltre un quarto di secolo di regno sulla panchina.

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