Astensionismo alle urne, un fantasma che si aggira nelle elezioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le elezioni del 2019 hanno visto la partecipazione di poco più di un elettore su due. Questo dato rischia di diminuire ulteriormente nelle elezioni dell'8 e 9 giugno, considerando il precedente negativo delle elezioni politiche del 2022.
Interpretazione nazionale delle elezioni europee
Le elezioni europee vengono spesso interpretate in chiave nazionale, sia dai partiti che dall'elettorato. Questa tendenza rappresenta un ostacolo al processo di integrazione politica. I leader cercano la conferma delle loro posizioni e le questioni da affrontare sono molte. Un test di consenso dopo quasi 20 mesi di attività per il governo potrebbe essere utile, così come per l'opposizione, un'occasione per misurare i rapporti di forza al suo interno.
L'astensione è legittima
Si moltiplicano le voci, soprattutto a sinistra, che condannano l'astensione e gli astenuti. Tuttavia, in una democrazia liberale, l'astensione è una manifestazione di volontà più che legittima. A meno che una legge democraticamente adottata non ne sancisca l'obbligo (che in Italia è stato rimosso alcuni anni fa), il voto rimane un dovere civico, ma ciascuno è libero di interpretarlo a suo modo. Anche non votare è un modo legittimo di esercitarlo.
L'ombra dell'astensionismo
L'astensionismo, questo fantasma che si aggira nelle urne da qualche decennio, continua a fare presa. In questa tornata elettorale, il partito del non voto potrebbe ottenere un risultato al di sopra di qualsiasi aspettativa: per la prima volta aspira alla maggioranza assoluta. Questo è sicuramente un segno inequivocabile di disaffezione al voto e forse anche alla cosa pubblica.




