Un weekend a singhiozzo sui trasporti, tra scioperi e disagi annunciati
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Redazione Interno
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L'avvio del 2026 è scandito, per chi deve muoversi, da un calendario fitto di agitazioni che promettono di rendere complessi gli spostamenti su rotaia, su gomma e persino in volo, in una sequenza serrata di proteste che toccherà il suo apice tra venerdì 9 e lunedì 12 gennaio. Le prime ripercussioni, del resto, si sono già fatte sentire da oggi a livello locale, con il fermo di bus, tram e metro in diverse realtà provinciali e regionali, deciso da un mosaico di sigle sindacali che hanno paralizzato servizi essenziali in aree come l'Abruzzo, la provincia di Bolzano e Napoli. Proprio nel capoluogo campano, ad esempio, il personale viaggiante delle linee vesuviane della società Eav ha osservato un'astensione dal lavoro della durata di ventiquattro ore, mentre in Abruzzo si sono susseguite le azioni dei dipendenti della società Tua, frammentati nelle diverse unità produttive territoriali.
La due giorni di sciopero ferroviario nazionale
La fase più critica, tuttavia, è cominciata nella serata di venerdì 9 gennaio, quando è partito uno sciopero di ventiquattro ore che interessa il trasporto ferroviario nazionale e che, stando a quanto dichiarato dai sindacati promotori, trova le sue ragioni profonde in annose questioni legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro. L'astensione, che si protrarrà fino alle ventuno di sabato 10 gennaio, vede l'adesione del personale di Trenitalia, Italo e Trenord, con effetti prevedibili sulla circolazione dei treni in tutte le fasce orarie, seppur con le dovute finestre di garanzia stabilite per legge. Una paralisi, questa, che si innesta su un quadro già problematico per i pendolari, costretti a organizzare le proprie giornate in funzione di orari ballerini e servizi ridotti all'osso.
Disagi anche negli aeroporti del Nord
Non è andata meglio, intanto, per i passeggeri in partenza o in arrivo dai principali scali del Nord Italia, dove la giornata di venerdì è stata segnata da una protesta del personale di terra. L'agitazione, estesa a più aeroporti ma particolarmente incisiva a Milano Malpensa e Linate, ha portato alla cancellazione di diversi voli, creando lunghe code ai banchi e incertezza tra i viaggiatori. La mobilitazione, che coinvolge in particolare le società che si occupano dei servizi di handling, si colloca all'interno di un confronto più ampio e ormai cronico tra le parti sociali del settore del trasporto aereo, dove le rivendicazioni contrattuali si intrecciano spesso con le denunce sulle condizioni operative.
Nuova puntata lunedì con focus sulla Lombardia
Il bis a settimana iniziata, infine, è già in programma per lunedì 12 gennaio, quando un nuovo sciopero nel settore ferroviario rischia di mettere in seria difficoltà soprattutto i collegamenti in Lombardia e lungo le direttrici che dalla regione si dirigono verso le zone limitrofe. Le comunicazioni di infomobilità, per quanto annuncino l'applicazione delle fasce garantite, lasciano presagire ripercussioni significative sia sul trasporto regionale gestito da Trenord, sia su alcune tratte di lunga percorrenza operate da Trenitalia, in un mosaico di disagi che sembra destinato a diventare la cifra distintiva di questo inizio d'anno per milioni di persone.




