L'Ue critica la strategia italiana contro la peste suina africana
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Redazione Interno
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L'Unione Europea ha bocciato nuovamente il governo italiano, questa volta per la gestione della peste suina africana. Gli esperti dell'Eu Veterinary Emergency Team della Commissione Ue hanno dichiarato che le misure adottate dall'Italia sono insufficienti per controllare l'epidemia.
Critiche alla strategia di controllo
In un report elaborato dopo una missione in Lombardia ed Emilia-Romagna, gli esperti hanno evidenziato che la strategia di controllo della malattia nel Nord Italia deve essere migliorata. Secondo il report, l'epidemia sembra avanzare più velocemente delle misure adottate, con il rischio che si diffonda verso est e sud, fino alla Toscana.
Necessità di un piano comune e coordinato
Gli esperti sottolineano la necessità di un piano comune e coordinato per l'intera area colpita. Inoltre, raccomandano l'implementazione urgente di un piano B esteso per il controllo e l'eradicazione della malattia.
Sei focolai nel Pavese
Nel frattempo, in provincia di Pavia sono stati individuati sei focolai di peste suina africana: a Mortara, Gambolò, Torrevecchia Pia, Santa Cristina e Bissone, Marzano e Tromello. In queste località sono stati abbattuti quasi 34.000 suini per cercare di isolare il virus. Le autorità stanno indagando per capire se solo i cinghiali siano responsabili della diffusione del virus.
La situazione richiede un intervento rapido e coordinato per evitare che l'epidemia si diffonda ulteriormente. Le misure attuali non sono sufficienti e l'Italia deve migliorare la sua strategia di controllo per proteggere l'industria suina e prevenire ulteriori danni economici.




