Arriva la seconda mail di Musk alle basi in Italia: stop alle assunzioni di civili
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Redazione Interno
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Dopo il blocco delle carte di credito, che ha lasciato i conti correnti con un solo dollaro disponibile per 30 giorni, arriva un’altra direttiva del Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge) guidato da Elon Musk. Questa volta, le basi militari statunitensi in Italia – tra cui Aviano, Vicenza, Sigonella e Camp Darby – sono state informate della sospensione delle assunzioni di personale civile italiano, misura che resterà in vigore fino a data da destinarsi. La decisione, comunicata anche ai sindacati nazionali, include il divieto di sostituire temporaneamente il personale in congedo, aggiungendo un ulteriore tassello a un piano più ampio volto a ridurre la burocrazia e ristrutturare le agenzie federali.
Roberta Del Savio, coordinatrice sindacale della Fisascat Cisl per la base di Aviano, ha confermato di aver appreso dalla segreteria nazionale del blocco delle assunzioni. «Si tratta di una disposizione recentissima», ha dichiarato, sottolineando l’impatto immediato sulle migliaia di lavoratori civili impiegati nelle strutture. Le basi statunitensi in Italia, infatti, rappresentano un sistema complesso e vitale: ad Aviano operano circa settemila persone, a Sigonella cinquemila, mentre a Camp Darby sono duemila. Se si considerano militari e civili, queste realtà costituiscono quasi delle piccole città, con un indotto economico che coinvolge famiglie, servizi e consumi locali.
La stretta del Doge, che mira a eliminare regolamentazioni ritenute eccessive e a ottimizzare le risorse, rischia di avere ricadute significative sui territori che ospitano le basi. Le decisioni di Musk, già al centro di polemiche per il blocco delle carte di credito, sembrano ora destinare un colpo ulteriore all’economia locale, con effetti che potrebbero estendersi ben oltre i confini delle installazioni militari.
Il piano del Doge, strutturato e progressivo, non si limita alle basi italiane ma rientra in una strategia globale di razionalizzazione delle spese e di riduzione della burocrazia. Tuttavia, le conseguenze per l’Italia appaiono particolarmente rilevanti, data l’importanza strategica e numerica delle basi statunitensi sul territorio nazionale. Mentre i sindacati valutano le prossime mosse, resta da capire come si evolverà la situazione e quali saranno le reazioni delle istituzioni locali e nazionali.




