Ghali al Red Valley canta avvolto nella bandiera palestinese: «Ma quale Gaza tua?»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nonostante il caldo torrido che ha caratterizzato la seconda serata del Red Valley Festival a Olbia, l’energia del pubblico non è venuta meno, soprattutto quando Ghali ha conquistato il palco. Il rapper, tra gli artisti più attesi della decima edizione della kermesse sarda, ha esordito con un sorriso: «Mamma quanto sono felice di essere in Sardegna stasera». Ma il clima festoso non ha distolto l’attenzione dal messaggio politico che ha voluto lanciare, riaccendendo i riflettori su una crisi umanitaria che, nonostante il passare dei mesi, continua a mietere vittime.
Avvolto nella bandiera della Palestina, Ghali ha trasformato il suo concerto in un momento di denuncia, sfidando chi sostiene che «gli artisti non devono fare politica». Tra un successo e l’altro – da Paprika a Good Times, passando per Barcellona e Cara Italia – il riferimento alla striscia di Gaza è stato netto, quasi una provocazione necessaria. «Ma quale Gaza tua?», ha ribadito, senza bisogno di aggiungere altro. Quella frase, apparentemente semplice, è diventata il fulcro di una performance che ha mescolato musica e impegno civile, lasciando poco spazio all’ambiguità.
La scelta di esibirsi con il drappo palestinese non è casuale, né isolata. Ghali, che da tempo utilizza la sua visibilità per portare l’attenzione su temi scomodi, ha ribadito una posizione già espressa in altre occasioni, dimostrando che il palco di un festival può trasformarsi in una cassa di risonanza per questioni ben più ampie. I trentamila spettatori presenti, molti dei quali in visibilio, hanno accolto il gesto con applausi, segno che il messaggio ha trovato terreno fertile.




