Colosseo chiuso per la visita di J.D. Vance, il Codacons presenta esposto: "Grave mancanza di rispetto"
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Redazione Interno
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La decisione di chiudere in anticipo il Colosseo per consentire la visita privata del vicepresidente americano J.D. Vance e della sua famiglia ha scatenato polemiche, spingendo il Codacons a presentare un esposto alla procura di Roma. L’associazione, guidata da Carlo Rienzi, contesta quella che definisce una "grave mancanza di rispetto" verso i turisti che, avendo già acquistato i biglietti o trovandosi in coda, si sono visti negare l’accesso al monumento.
La chiusura, motivata da ragioni di sicurezza, ha lasciato molti visitatori a bocca asciutta, alimentando malumori tra chi aveva programmato la visita nell’orario previsto. "Vogliamo accertare – ha aggiunto Rienzi – se oltre al danno per i cittadini s’è verificato un reato, come l’interruzione di pubblico servizio". Il riferimento è all’articolo 340 del codice penale, che punisce chiunque ostacoli il regolare funzionamento di un servizio destinato alla collettività.
Non è la prima volta che un’autorità straniera beneficia di misure eccezionali per visitare i monumenti della capitale, ma raramente l’esclusività dell’accesso aveva suscitato una reazione così netta. Il Codacons, noto per le sue battaglie a tutela dei consumatori, ha deciso di passare alle vie legali per ottenere chiarimenti sulle modalità con cui è stata gestita la situazione.




