Carrara chiamata Apuania sulla carta d'identità di un'82enne: il Comune fascista non esiste dal 1946

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Una donna di 82 anni, Anna Maria Tonazzini, si è recata negli uffici del Comune di Lipari per rinnovare la carta d'identità e ha scoperto che il suo luogo di nascita non era più indicato come Carrara, bensì come Apuania. La dicitura, risalente al periodo fascista, è ricomparsa sui documenti dopo decenni in cui la donna aveva sempre trovato la dicitura «Nata a Carrara». Quella che poteva sembrare una semplice correzione storica ha innescato una serie di complicazioni burocratiche che hanno finito per paralizzare la sua vita quotidiana.

Un toponimo che riemerge dagli archivi

Apuania è il nome che il regime fascista impose nel 1938 al comune nato dalla fusione di Massa, Carrara e Montignoso, insieme alla provincia che assunse la stessa denominazione. L'esperimento amministrativo durò otto anni: nel marzo 1946 un decreto legislativo luogotenenziale ricostituì i tre comuni autonomi e la provincia riassunse il nome di Massa e Carrara. Il toponimo rimase confinato negli archivi storici, dove è rimasto per quasi ottant'anni, senza più comparire sui documenti dei cittadini.

Anna Maria Tonazzini è nata il 30 luglio 1944, quando quel comune esisteva ancora: la donna venne alla luce a Bedizzano, frazione di Carrara, mentre la famiglia era sfollata da Marina di Massa a causa dei bombardamenti. All'epoca, racconta la donna, le nascite degli sfollati venivano spesso registrate nel comune di residenza e non in quello di nascita, e poiché nel 1944 Massa e Carrara appartenevano entrambe ad Apuania, non emersero mai incongruenze.

Le conseguenze del cambio di codice fiscale

Il rinnovo della carta d'identità ha comportato l'attribuzione automatica di un nuovo codice fiscale, generato sulla base del diverso luogo di nascita. «Io da due mesi sto chiedendo soldi perché non posso più prelevare. Non posso nemmeno guidare perché la mia patente non è più valida. Io per lo Stato non esisto in questo momento», ha dichiarato la donna al quotidiano Il Tirreno.

Il medico di base non riesce più a prescriverle ricette elettroniche, le esenzioni sanitarie legate all'età non vengono riconosciute, i conti bancari risultano bloccati e le utenze rischiano la sospensione perché i sistemi antiriciclaggio non riconoscono la nuova identità. La donna ha spiegato di non voler utilizzare il nuovo codice fiscale, perché contratti, automobile e pratiche sanitarie sono tutti registrati con quello precedente, ma di non sapere da dove cominciare per sistemare la situazione.

Una modifica risalente al 2016

Secondo quanto ricostruito, la modifica dei dati anagrafici risalirebbe al 2016, quando sarebbe stata effettuata senza alcuna comunicazione all'interessata. La variazione è emersa solo in occasione del rinnovo del documento, quando gli impiegati dell'anagrafe non hanno trovato il nome della donna nei database di Carrara né in quelli di Massa: l'unico luogo in cui risultava registrata era Apuania.

L'Agenzia delle Entrate, interpellata sul caso, ha fatto sapere che «il nuovo codice fiscale risulta già collegato al vecchio e, di conseguenza, anche a tutte le informazioni ad esso associate e registrate nelle banche dati del Fisco». Tonino Morina, fiscalista ed esperto del Sole 24 Ore, ha spiegato che il codice fiscale di oggi vale anche per il passato e che il cambio deve permettere di ritrovare le informazioni associate al codice precedente.

Le procedure di correzione e il principio del luogo di nascita

Morina ha indicato il Comune come primo punto di riferimento per chiarire quale informazione sia cambiata, perché e sulla base di quali atti. Nel caso specifico, però, il nome del comune scomparso potrebbe essere proprio quello corretto dal punto di vista anagrafico: il luogo di nascita resta legato alla geografia amministrativa del momento in cui la nascita è avvenuta, indipendentemente dai cambiamenti successivi, un principio ribadito dal governo in una risposta alla Camera nel 2022.

Per gli errori materiali nella scheda anagrafica è attivo il servizio online di rettifica dell'Anagrafe nazionale, che consente di chiedere al comune competente la correzione di dati inesatti o incompleti. La circolare del Ministero dell'Interno n. 47 del 2024, nel dettaglio delle istruzioni per lo scarico e la modifica delle posizioni anagrafiche da verificare, prevede che i comuni debbano informare preventivamente i cittadini interessati, poiché la modifica del luogo di nascita comporta l'aggiornamento del codice fiscale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.